Un patrimonio immobiliare e finanziario del valore complessivo superiore a 3 milioni di euro è stato sottoposto a sequestro nell’ambito di un’operazione contro le ricchezze ritenute riconducibili al clan dei Casalesi. Il provvedimento è stato eseguito nella mattinata di venerdì 6 novembre dagli agenti della Direzione Investigativa Antimafia del Centro Operativo di Napoli nei confronti di un imprenditore considerato dagli inquirenti esponente della consorteria criminale.
La misura è stata disposta dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Sezione Misure di Prevenzione, su proposta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli e della stessa DIA. Al centro degli accertamenti c’è un imprenditore che, secondo la ricostruzione investigativa, avrebbe mantenuto fin dall’inizio degli anni Duemila rapporti con il sodalizio dei Casalesi, in particolare con la fazione Schiavone.
I rapporti con il clan
L’uomo era stato condannato nel 2023, in primo grado, a 8 anni e 10 mesi di reclusione per associazione per delinquere di stampo mafioso. La sentenza, richiamata nel provvedimento, aveva riconosciuto la sua appartenenza alla consorteria criminale e la sua pericolosità sociale. Secondo quanto sostenuto dagli investigatori, l’imprenditore avrebbe fornito materiali edili alle aziende aggiudicatarie di appalti pubblici controllati dal clan e avrebbe messo a disposizione locali e strutture per incontri tra appartenenti al gruppo.
Le società attive nella fornitura di materiali edili sarebbero state utilizzate per la gestione degli interessi economici della cosca. Tra i meccanismi indicati dagli inquirenti figurano il cosiddetto cambio assegni e la fatturazione fittizia, sistemi che avrebbero consentito di far transitare risorse finanziarie e alimentare una struttura imprenditoriale considerata funzionale all’associazione camorristica.
I beni sottoposti a sequestro
Gli accertamenti patrimoniali condotti dal Centro Operativo della DIA di Napoli avrebbero evidenziato una sproporzione tra la capacità reddituale dell’imprenditore e le disponibilità economiche e finanziarie a lui riconducibili. Sulla base di questi elementi, il Tribunale ha disposto il sequestro di 11 unità immobiliari distribuite tra Casal di Principe, Casapulla e San Nicola la Strada.
La misura comprende inoltre tre beni mobili registrati, tra cui un’autovettura del valore di circa 15mila euro, tre società e 33 rapporti finanziari. Il valore complessivo dei beni supera i 3 milioni di euro. L’intervento mira a sottrarre al circuito criminale risorse economiche e attività imprenditoriali che, secondo l’impostazione investigativa, sarebbero state accumulate e utilizzate a vantaggio del clan.
La Procura ha precisato che il provvedimento eseguito è una misura di prevenzione non definitiva. I destinatari potranno quindi avvalersi degli strumenti di impugnazione previsti dalla legge.