Avellino (AV)

In Appello assolto un sessantenne avellinese per maltrattamenti

La Corte partenopea ha ritenuto insussistente l’addebito contestato dall’accusa

La Corte di Appello di Napoli ha assolto un sessantenne avellinese dall’accusa di maltrattamenti in famiglia. La decisione è stata pronunciata dalla Sesta Sezione penale, chiamata a esaminare l’impugnazione presentata dalla Procura Generale di Napoli contro la sentenza emessa in primo grado dal giudice di Avellino.

L’uomo, difeso nel giudizio di secondo grado dall’avvocato Raffaele Petrillo, era già stato assolto dall’accusa di stalking nel processo di primo grado. Per il reato di maltrattamenti, invece, era intervenuto il proscioglimento per prescrizione. La Procura Generale aveva chiesto alla Corte di riformare la decisione e di riconoscere la responsabilità dell’imputato.

La contestazione e il ricorso

Secondo l’impostazione accusatoria, i fatti sarebbero avvenuti fino al giugno 2014 ai danni della moglie. Il sessantenne avrebbe rivolto alla donna pesanti epiteti, accusandola di avere una relazione extraconiugale, e le avrebbe anche sottratto il telefono. Le condotte contestate si sarebbero verificate, in alcune circostanze, alla presenza dei figli minori.

A seguito di quella situazione, la donna si sarebbe allontanata dall’abitazione insieme ai figli, trovando rifugio presso i propri genitori in un altro comune. La Procura Generale riteneva che gli elementi raccolti fossero sufficienti a sostenere l’accusa di maltrattamenti, nonostante il precedente esito del procedimento di primo grado.

La decisione dei giudici

La Corte di Appello ha però riformato la sentenza e ha assolto il sessantenne anche dal reato di maltrattamenti, con la formula perché il fatto non sussiste. I giudici di secondo grado non hanno quindi ritenuto provata la ricostruzione accusatoria relativa alle condotte contestate nei confronti della moglie.

La decisione chiude il giudizio di appello sul merito dell’accusa, ma per conoscere le ragioni alla base dell’assoluzione sarà necessario attendere il deposito della motivazione della sentenza. Solo quel documento consentirà di ricostruire in dettaglio la valutazione compiuta dalla Corte sulle dichiarazioni e sugli elementi esaminati nel processo.