Negli anni Settanta, a Porto San Giorgio, l’estate aveva il profumo del mare Adriatico e degli oleandri di viale Cavallotti. Tra i luoghi simbolo di quella stagione c’erano Riva Fiorita e l’Arena Europa, spazi che per molti abitanti rappresentavano l’incontro tra divertimento, spettacolo e vita all’aperto.
Il primo ricordo dell’Arena è legato a una serata con Febo Conti e Cino Tortorella, il Mago Zurlì, protagonisti di uno spettacolo ispirato a Chissà chi lo sa?. La narratrice, allora adolescente, partecipò al gioco pronunciando la parola d’ordine Cera-Stik e vinse una grande confezione di Pongo. Un premio semplice, ma vissuto all’epoca come un tesoro, capace di accompagnare per giorni l’entusiasmo della vincitrice.
Dal basket ai concerti
Qualche anno dopo, la stessa protagonista tornò all’Arena con la divisa da hostess dell’Azienda di Soggiorno. Da quella posizione assistette ai tornei estivi di basket, disputati davanti a tribune affollate e a un pubblico particolarmente coinvolto, ma anche agli spettacoli musicali e agli appuntamenti con gli artisti.
Tra gli ospiti ricordati nel racconto ci sono Mal dei Primitives, Antonello Venditti e i Pooh. Durante una serata, la hostess racconta di aver contribuito a contenere l’entusiasmo dei fan di Mal, mentre l’arrivo dei Pooh trasformò l’Arena in un luogo di grande partecipazione. Sul palco, Red Canzian si presentò con un abito celeste satinato e un mantello psichedelico, in uno scenario accompagnato da fumi colorati.
Il treno tra gli applausi
A caratterizzare le serate dell’Arena Europa c’era anche la ferrovia Adriatica. Il treno passava accanto all’area degli spettacoli, spesso proprio nei momenti più importanti, diventando una presenza ricorrente e involontariamente comica. Il racconto ricorda in particolare una scena con Carlo Dapporto, rimasto immobile durante l’esibizione mentre il pubblico si voltava verso i binari. Ne seguì una battuta rivolta al capotreno e una risata collettiva.
Nel tempo, l’Arena Europa è stata riqualificata, mentre a Riva Fiorita è stato realizzato il Museo del Mare. Il confronto con il passato è affidato alla memoria di quelle serate rumorose e affollate, quando una canzone, una gara a quiz o una partita bastavano a riunire la comunità. Anche il passaggio del convoglio ferroviario, allora considerato un’interruzione, è rimasto parte del ricordo.
Il profumo degli oleandri e una vecchia canzone, si legge nel racconto, possono ancora riportare alle gradinate dell’Arena i campioni del basket, gli artisti e il pubblico di quegli anni. Un patrimonio personale e collettivo legato a Porto San Giorgio, alle estati trascorse sotto le stelle e a una stagione in cui la semplicità degli spettacoli contribuiva a creare occasioni di incontro.