Le famiglie italiane potrebbero affrontare nei prossimi mesi una spesa aggiuntiva di circa 1.009 euro per luce e gas, se le quotazioni dell’energia registrate nell’ultima settimana di ottobre dovessero restare invariate fino a febbraio. La stima riguarda esclusivamente la materia prima e la relativa IVA e non rappresenta una previsione certa né un aumento già applicato alle utenze.
Il calcolo nasce dal confronto tra i prezzi medi all’ingrosso dello scorso inverno e quelli rilevati dal Gestore dei Mercati Energetici nella settimana compresa tra il 26 ottobre e il 1° novembre 2026. A richiamare l’attenzione sul possibile impatto sui bilanci domestici è Stefano Trevisan, delegato provinciale di ASSIUM, l’Associazione Italiana Utility Manager, e responsabile dello Sportello Consumerismo +Tutela di Parma.
Il confronto tra le quotazioni
Secondo i dati pubblicati dal GME il 3 novembre, il PUN Index GME, riferimento per il mercato elettrico, ha raggiunto una media di 0,26176 euro per kWh nell’ultima settimana di ottobre. Nello stesso periodo, il prezzo del gas sul mercato MGP-GAS si è attestato a 102,24 euro per MWh, pari a circa 1,094 euro per Smc.
Le medie registrate tra ottobre 2025 e febbraio 2026 erano invece pari a 0,118 euro per kWh per l’elettricità e 0,362 euro per Smc per il gas. Il confronto evidenzia quindi quotazioni più alte di circa il 122 per cento per la luce e del 203 per cento per il gas. L’eventuale mantenimento di questo divario per l’intera stagione fredda potrebbe tradursi in un aggravio rilevante per i consumatori.
La simulazione sui consumi domestici
Per stimare l’effetto sui bilanci familiari, l’analisi considera un nucleo con consumi pari a 1.000 kWh di elettricità e 1.000 Smc di gas nel periodo compreso tra ottobre e febbraio. Applicando i valori medi dello scorso inverno, il costo della materia prima, con IVA stimata inclusa, sarebbe stato di circa 550 euro complessivi.
Mantenendo invece per cinque mesi le quotazioni dell’ultima settimana di ottobre, la spesa salirebbe a circa 1.560 euro. La differenza stimata è dunque di 1.009 euro: 158 euro riconducibili all’elettricità e 851 euro al gas. Il calcolo per il gas considera l’IVA al 10 per cento su 480 Smc e al 22 per cento sui restanti 520 Smc, ipotizzando il rinnovo dello scaglione agevolato a gennaio.
La simulazione non include spread, quote fisse, costi di trasporto, oneri di sistema e accise. Inoltre, il riferimento MGP-GAS non coincide necessariamente con l’indice PSV utilizzato nei contratti domestici. Per questo motivo il risultato descrive uno scenario indicativo e non il costo effettivo che ogni famiglia dovrà sostenere.
"Oltre 1.000 euro in più sono una cifra che può mettere in difficoltà molte famiglie. E parliamo della sola materia prima, con la relativa IVA: non del totale delle bollette", ha sottolineato Trevisan.