Il mercato di Piazza Cavour alla Spezia prova a ripartire da un progetto elaborato dagli stessi operatori nel corso di circa due anni. La proposta, sviluppata con il supporto tecnico di Stefano Senese, è ora all’esame della Soprintendenza e punta a intervenire non soltanto sulla struttura, ma anche sull’organizzazione delle attività, sul rapporto con i negozi della zona e sulla capacità di attrarre nuovi clienti.
A presentare il piano sono stati Bryan Herdocia, Cosetta Fontana, referente per il settore ortofrutta, fiori e merci varie, Alberto Matteucci per il comparto ittico e Monica Briglia per quello alimentare. L’obiettivo è affrontare le difficoltà che negli ultimi anni hanno ridotto il ruolo della piazza: spazi vuoti, ricambio generazionale insufficiente, problemi nella gestione dei rifiuti, parcheggi e una struttura non più pienamente adeguata alle abitudini di acquisto.
Il calo degli operatori e le tre fasi del progetto
Secondo i dati ricostruiti dai commercianti, i banchi sono passati dai circa 330 degli anni Settanta ai 245 del 2002, fino ai 110 del 2025 e alle meno di 80 attività attuali. La diminuzione ha lasciato spazi inutilizzati e ridotto la varietà dell’offerta. Tra le cause indicate ci sono la difficoltà di sostenere orari e carichi di lavoro impegnativi e la scarsa disponibilità di giovani a raccogliere il testimone. Anche il settore ittico, nonostante la vocazione marinara della città, ha registrato una riduzione degli operatori.
La prima fase del piano riguarda la realizzazione di chiusure laterali trasparenti e apribili, per proteggere gli spazi dai volatili e dalle condizioni climatiche, migliorando comfort e condizioni igieniche. Il progetto dovrà ottenere il parere della Soprintendenza prima di proseguire con la conferenza dei servizi del Comune della Spezia e con gli altri passaggi amministrativi. La seconda fase prevede una maggiore integrazione tra banchi e negozi della piazza, mentre la terza punta alla costituzione di un consorzio tra gli operatori per coordinare iniziative, comunicazione ed eventi, senza modificare la natura pubblica della gestione.
Street food, turismo e problemi da risolvere
Tra le ipotesi di rilancio c’è uno spazio dedicato allo street food, con il coinvolgimento di bar e ristoranti vicini chiamati a utilizzare i prodotti acquistati dagli operatori. Il piano comprende anche percorsi gastronomici con produttori locali, dimostrazioni sulle specialità liguri e proposte rivolte a turisti, crocieristi e organizzatori di escursioni. Per gli ambulanti, tuttavia, non basta promuovere la struttura: servono orari, servizi e un’offerta capaci di intercettare il pubblico durante l’intera giornata.
Gli operatori chiedono inoltre di aggiornare il regolamento e il piano del commercio, risalenti al 2000, per adeguarli alle nuove abitudini della clientela. Tra le proposte c’è il coordinamento degli orari con il mercato del venerdì e la riassegnazione degli spazi vuoti, così da favorire l’ingresso di nuovi commercianti e produttori agricoli. Sul tema è stato avviato un confronto con l’amministrazione comunale.
Un capitolo specifico riguarda la sosta. In piazza sono disponibili circa 200 posti auto e gli operatori propongono di rendere effettiva la rotazione di un’ora con controlli e segnaletica più chiara. Secondo i loro calcoli, il sistema potrebbe consentire fino a 1.000 utilizzi degli stalli nelle cinque ore mattutine e altri 800 nel pomeriggio. Resta da definire anche l’organizzazione del controllo degli accessi.
Tra le criticità segnalate ci sono infine la collocazione di cassoni, camion e cassette sotto le vele, in prossimità di uno degli ingressi principali, e la frequenza della raccolta dei rifiuti. La richiesta è spostare i mezzi in un’area meno esposta al passaggio e valutare anche due interventi giornalieri. Gli operatori intendono lavorare con Comune, associazioni di categoria e forze politiche per arrivare a un percorso condiviso, valutando anche iniziative nel periodo natalizio. Il progetto resta comunque subordinato ai passaggi tecnici e amministrativi ancora da completare.