Milano (MI)

A Milano 17.300 richieste di case popolari, assegnati 992 alloggi

Il bilancio 2025 evidenzia disponibilità inutilizzata e difficoltà digitali per i fragili.

Sono 17.300 le domande presentate nel 2025 per ottenere un alloggio popolare a Milano. Le assegnazioni effettuate sono state 992, a fronte di 1.870 abitazioni indicate come disponibili. Restano quindi non assegnati 878 alloggi, un dato che evidenzia il divario tra il bisogno abitativo e la capacità di risposta del sistema.

Il divario tra alloggi disponibili e assegnazioni

La gestione del patrimonio è divisa tra Mm e Aler. Dei 1.870 alloggi disponibili, 720 fanno capo a Mm, la società incaricata dal Comune, mentre 1.150 sono di Aler. Mm ha assegnato 331 abitazioni; Aler ne ha assegnate 661. I dati sono stati diffusi dal Sicet, il sindacato degli inquilini, e mostrano anche il ritardo accumulato rispetto agli obiettivi fissati negli ultimi anni.

Nel 2021 erano state previste 2.010 assegnazioni, ma quelle effettive erano state 805. Nel 2022, su 2.200 alloggi programmati, ne sono stati assegnati 1.080. Nel 2023 il rapporto è stato di 914 assegnazioni su 1.700 previste, mentre nel 2024 sono state consegnate 531 abitazioni sulle 1.660 indicate nei piani. Considerando il periodo dal 2021 al 2025, secondo il sindacato sono stati persi 4.087 alloggi: il patrimonio è passato da 61.427 abitazioni a 57.340.

La richiesta di rinnovare il supporto alle domande

Alla carenza di abitazioni si aggiunge la difficoltà, per alcune fasce della popolazione, di compilare e trasmettere online le richieste attraverso la piattaforma regionale. Nel 2022 Regione e sindacati degli inquilini avevano sottoscritto un protocollo per assistere i cittadini nelle pratiche. La convenzione è scaduta il 31 dicembre 2025 e non è stata rinnovata.

Il 25 novembre 2025 i sindacati avevano scritto all’assessore regionale alla Casa Paolo Franco per chiedere il rinnovo, inviando poi un sollecito il 26 febbraio 2026. Ad aprile, diverse associazioni di volontariato hanno rivolto la stessa richiesta a Franco e al presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, senza ricevere risposta, secondo quanto riferito nel testo.

Il mancato rinnovo interessa soprattutto anziani, persone con disabilità, senza fissa dimora e detenuti che non dispongono dello Spid o della Cie, oppure non sanno utilizzarli. Il Sicet offriva assistenza negli sportelli, a distanza e nei luoghi che ospitavano le persone fragili. Mattia Gatti, segretario generale del Sicet di Milano, ha definito la decisione regionale immotivata e incomprensibile, sostenendo che la convenzione non comportava costi per le istituzioni pubbliche né per i contribuenti.

La gestione degli alloggi popolari sarà tra i temi del confronto in vista delle prossime elezioni amministrative milanesi, insieme al costo della vita e degli affitti. I dati sulle assegnazioni e sul patrimonio disponibile riportano al centro del dibattito la difficoltà di garantire una risposta adeguata alla domanda abitativa nella città.