I lavoratori della sanità privata dovranno ancora attendere il rinnovo del contratto collettivo nazionale. Il tentativo di conciliazione svolto il 3 novembre al Ministero del Lavoro si è concluso senza un accordo e, secondo quanto riferito dalle organizzazioni sindacali, senza aperture da parte delle associazioni datoriali.
La vertenza riguarda anche Abruzzo e Molise, dove il personale impiegato nelle strutture private e nelle residenze sanitarie assistenziali rappresenta una componente rilevante della rete dei servizi sanitari e assistenziali. Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl hanno ribadito la necessità di superare lo stallo e di arrivare a una soluzione per il rinnovo contrattuale.
Il nodo dei rapporti con le Regioni
Le associazioni datoriali, secondo i sindacati, continuerebbero a subordinare il rinnovo alla definizione dei rapporti economici con le Regioni. Le organizzazioni dei lavoratori contestano questa impostazione e sostengono che le questioni finanziarie tra strutture private e istituzioni regionali non possano diventare un motivo per rinviare il riconoscimento del lavoro svolto dal personale.
Vincenzo Mennucci, segretario generale della Cisl Fp Abruzzo Molise, ha sottolineato che a chi opera nelle strutture private vengono richieste professionalità, responsabilità e disponibilità, senza però garantire condizioni contrattuali ed economiche adeguate. La vertenza coinvolge lavoratori impegnati su turni nell’assistenza ai pazienti, agli anziani e alle persone più fragili.
Quattordici anni di attesa nelle Rsa
Particolarmente critica è la situazione degli addetti delle Rsa, che attendono da 14 anni il rinnovo del contratto. Un periodo così lungo, evidenziano le organizzazioni sindacali, ha inciso sul potere d’acquisto delle retribuzioni e sul riconoscimento delle professionalità impegnate nell’assistenza alle persone non autosufficienti.
La Cisl Fp Abruzzo Molise chiede inoltre un coinvolgimento concreto delle istituzioni regionali. L’assenza del Ministero della Salute e della Conferenza delle Regioni al tentativo di conciliazione viene indicata come un ulteriore elemento che rende necessario l’intervento dei soggetti responsabili della programmazione e del finanziamento dei servizi sanitari.
Il sindacato sollecita quindi le Regioni Abruzzo e Molise a contribuire al superamento dell’impasse, considerando le condizioni di lavoro parte integrante della qualità dei servizi sanitari e assistenziali. Dopo il mancato accordo, la mobilitazione unitaria di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl proseguirà anche sul territorio. Le organizzazioni chiedono contratti rinnovati, retribuzioni adeguate e tempi certi per la conclusione della trattativa.