Piacenza (PC)

A Piacenza la storia di Grace, il cane della felicità

Maria Giovanna Forlani racconta il legame instaurato con una golden retriever dopo il lutto materno

La storia di Grace, una golden retriever di nove anni, è stata al centro di un incontro ospitato al PalabancaEventi di Piacenza nell’ambito della stagione culturale della Banca di Piacenza. A raccontarla è stata Maria Giovanna Forlani, autrice del volume Un amore per Grace, presentato in Sala Panini insieme al giornalista Emanuele Galba. Alla serata ha partecipato anche la cagna, accolta con attenzione e affetto dal pubblico.

Il consiglio ricevuto in chiesa

Forlani ha ripercorso l’origine del rapporto con l’animale. Il 21 dicembre 2016, mentre si trovava in via del Corso a Roma in una giornata di pioggia, la donna si sentì male per il dolore legato alla perdita della madre. Entrata nella chiesa di Santa Maria in Via, raccontò il proprio stato d’animo a un sacerdote, che le consigliò di prendere un cane.

L’idea divenne concreta nel maggio del 2017. Durante una passeggiata in via Cola di Rienzo, a Roma, Forlani incontrò un cane chiamato Pablo e venne così a conoscenza di un allevamento vicino al lago di Bracciano, dove era attesa una cucciolata di golden retriever biondi. Nel novembre dello stesso anno, una cucciola di cinque mesi entrò nella sua vita e fu chiamata Grace.

Una presenza durante i viaggi

La decisione di dedicare un libro alla cagna è maturata dopo un episodio avvenuto nell’agosto del 2025, durante una vacanza sulle Alpi francesi. Secondo il racconto dell’autrice, Grace offrì un appoggio a un giovane che stava precipitando nell’acqua impetuosa di fronte a una cascata, contribuendo a salvarlo. Da quel momento Forlani decise di ricostruirne la vita e il rapporto costruito negli anni.

Grace non è un cane guida in senso tecnico, anche se la sua padrona soffre di una grave forma di ipovisione. Forlani la descrive come un social dog paziente e responsabile, capace di accompagnarla ovunque e di attenderla per ore durante le conferenze. La cagna, ha spiegato, segue con lo sguardo ogni attività della padrona, abbaia raramente e mostra una particolare attrazione per le chiese, di cui riconoscerebbe l’ingresso anche a distanza.

Tra i luoghi frequentati insieme ci sono la basilica di San Pietro e il piccolo cimitero di Montecanino, dove sono sepolti i genitori di Forlani. In quel luogo Grace appoggia il muso sul bordo della tomba e rimane in silenzio. La cagna si sposta inoltre senza difficoltà tra Roma, Piacenza e Sanremo. Teme il buio e i petardi, ama la montagna e gli spazi aperti, soffre il caldo e ha paura dei pastori tedeschi.

Nel corso degli anni Grace ha viaggiato molto con la sua padrona. Tra le esperienze ricordate c’è un soggiorno in Finlandia, nella natura della Lapponia, mentre un capitolo del libro è dedicato all’incontro con Papa Leone, che avrebbe accarezzato la cagna e salutato la sua proprietaria. In chiusura, Forlani ha distinto l’amore per un animale da quello per una persona, definendo il rapporto con Grace come un legame fatto di affetto, dedizione, gratitudine e condivisione. Per lei, la golden retriever è stata una presenza decisiva nel ritrovare la speranza dopo la morte della madre.