Nicola Gratteri, procuratore di Napoli, lancia l’allarme sull’arretrato dell’ufficio del giudice per le indagini preliminari. Le richieste di misure cautelari ancora in attesa di esame sono arrivate a 1.500 e, secondo le stime del capo della Procura, potrebbero raggiungere quota 2.000 entro dicembre.
Gratteri ne ha parlato durante la conferenza stampa sui risultati di un’operazione condotta dalla squadra mobile della Questura di Napoli e dal commissariato di Pianura, che ha portato a 28 arresti. Il procuratore ha precisato che si tratta di presunti innocenti fino a eventuale sentenza definitiva. L’inchiesta ha riguardato anche le cosiddette stese, sparatorie intimidatorie riconducibili alla camorra: in uno degli episodi contestati, un passante è rimasto ferito a un occhio mentre aspettava l’autobus.
L’arretrato dell’ufficio Gip
Il dato sulle richieste cautelari, ha spiegato Gratteri, era di 1.300 a settembre ed è salito a 1.500 nonostante le ordinanze già ottenute. All’ufficio Gip, ha sottolineato, mancano dieci magistrati. La Procura aveva chiesto di spostare alcuni giudici dai collegi all’ufficio Gip e di proseguire le udienze anche nel pomeriggio, ma finora non sarebbero arrivati cambiamenti.
Il procuratore ha riconosciuto l’impegno dell’ufficio, definito molto intenso, ma ha avvertito che il ritmo attuale non è sostenibile. Dalla Procura e dalla Direzione distrettuale antimafia, ha riferito, continuano ad arrivare nuove richieste: da settembre se ne sono aggiunte oltre 200. L’appello è rivolto a chi può intervenire sull’organizzazione degli uffici giudiziari, oltre che alla Procura, al questore e ai vertici provinciali di carabinieri e guardia di finanza.
Le indagini sulla camorra
Gratteri ha escluso che a Napoli la situazione sia fuori controllo, pur riconoscendo la gravità dei reati di camorra. Tra gli strumenti investigativi indicati dal procuratore ci sono le circa 1.400 telecamere presenti sul territorio, anche grazie al contributo del Comune, e il lavoro della polizia giudiziaria, definita tra le migliori in Italia.
Secondo il procuratore, tra il 2022 e il 2025 la Procura ha raddoppiato il proprio lavoro, mentre le rogatorie internazionali sono triplicate. La criminalità organizzata, ha spiegato, ha ampliato i propri interessi oltre il territorio di origine, rendendo necessari rapporti investigativi con più Paesi. Gratteri ha inoltre citato l’aumento delle squadre investigative, dei magistrati impiegati nella Direzione distrettuale antimafia e delle demolizioni eseguite tra Campi Flegrei e Ischia, arrivate a 181. Senza interventi sull’organico dell’ufficio Gip, ha concluso, il numero delle richieste in attesa continuerà a crescere.