ANCONA – A cinque giorni di distanza dal grave incidente sul lavoro, è morto ieri all’ospedale regionale di Torrette Tommasino Calvaresi, operaio 70enne, di San Benedetto del Tronto rimasto gravemente ferito il 29 ottobre dopo essere caduto da un’impalcatura di circa tre metri in un cantiere edile ad Acquaviva Picena (Ascoli Piceno). Ricoverato in ospedale, ha lottato per cinque giorni tra la vita e la morte, fino al decesso.
“A 70 anni – attaccano Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil per voce dei rappresentanti sindacali Silvio Armillei, Jacopo Lasca e Graziano Gorla- si dovrebbe essere da tempo lontani dalle impalcature e potersi godere il meritato riposo dopo una vita di lavoro. Troppo spesso, però, la pensione non basta e si è costretti a continuare a lavorare, anche quando il peso degli anni rende tutto più difficile”. I sindacati parlano della “tragica scia di sangue che attraversa il nostro Paese” e chiedono di andare oltre la commozione e la denuncia. “Servono controlli adeguati ed efficaci, capaci di rispondere alla realtà del territorio, dove migliaia di cantieri edili sono aperti ogni giorno. – chiedono – Serve formazione permanente e un impegno concreto di istituzioni, imprese e organi di vigilanza”.
“La sicurezza – proseguono i sindacati – non può essere considerata un costo né un adempimento burocratico, ma un diritto fondamentale e una responsabilità collettiva”. La morte di Calvaresi, concludono Armillei, Lasca e Gorla, “è una sconfitta per tutti noi. Non si può morire di lavoro. Non possiamo più accettarlo”.