Jasmine Arcuri, assistente sociale di 27 anni, è morta lunedì 2 novembre all’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, dopo essere stata colta da un malore mentre si recava al lavoro. Originaria di Cutro, in Calabria, viveva da circa dieci anni nel Reggiano. La notizia ha suscitato dolore tra i familiari, i colleghi e la comunità calabrese residente in città.
La giovane si era fermata intorno alle 9 in un’area di servizio, riuscendo ad avvertire telefonicamente i familiari e il posto di lavoro. Poco dopo è stata raggiunta dal fratello, ma ha perso conoscenza. Trasportata d’urgenza in ospedale, è deceduta nel pomeriggio nonostante gli interventi dei sanitari.
Il lavoro e gli studi
Arcuri lavorava nell’ambito dei servizi di Medicina legale dell’Ausl di Reggio Emilia, dopo una precedente esperienza nell’area minori del Comune di Cadelbosco di Sopra. Parallelamente proseguiva la propria formazione all’Università di Parma, dove frequentava il corso di laurea magistrale in Servizio sociale.
Nel messaggio diffuso dall’Azienda USL, colleghi e assistenti sociali la ricordano come una professionista attenta e sensibile, impegnata nell’ascolto delle persone e nella costruzione dei percorsi di aiuto. Nel suo lavoro, si sottolinea, metteva a disposizione tempo, competenza e attenzione, con particolare rispetto per la dignità e le scelte di chi incontrava.
La camera ardente e il funerale
La camera ardente sarà allestita mercoledì 4 novembre, alle 16.30, alla Casa Funeraria Croce Verde, in via della Croce Verde 1. Il funerale è fissato per venerdì 6 novembre alle 8.45, con partenza dalla struttura e arrivo alla chiesa parrocchiale della Roncina.
Al termine della cerimonia, il feretro sarà accompagnato al cimitero di Villa Cella. Jasmine lascia la madre Giusy, il fratello Antonio, la sorella Jacqueline, il compagno Antonio, la zia Terry e gli altri familiari. L’Ausl e i colleghi hanno espresso vicinanza ai suoi cari, ricordando il vuoto umano e professionale lasciato dalla giovane.