Il futuro dell’ex Asilo dell’Aquila torna al centro del confronto politico cittadino. Alessandro Tettamanti, segretario del circolo Pd L’Aquila Centro, ed Emanuele Amadio, esponente de L’Aquila Coraggiosa, chiedono chiarimenti sull’avviso pubblicato dal Comune nell’ambito del progetto INNOVA-GIOVANI per individuare il soggetto incaricato della gestione degli spazi.
Al centro delle osservazioni ci sono le modalità di partecipazione, i requisiti richiesti, le condizioni economiche e il percorso seguito dall’amministrazione. I due esponenti sostengono di aver condiviso l’obiettivo di restituire l’edificio alla città e alle giovani generazioni, ma ritengono che l’impostazione dell’avviso possa allontanarsi da questa finalità.
Il percorso di coprogettazione
Secondo la ricostruzione fornita da Tettamanti e Amadio, il raggruppamento di associazioni Asilo Recombinant, con il coinvolgimento di Domenico Capanna, aveva segnalato al Comune l’opportunità di partecipare al bando ANCI. La proposta era stata illustrata anche durante una riunione ufficiale a Palazzo Margherita il 23 gennaio 2025, alla presenza di rappresentanti dell’amministrazione comunale.
L’idea iniziale prevedeva un percorso partecipativo di coprogettazione con scuole, università e giovani del territorio. L’obiettivo era far emergere disponibilità e proposte per la gestione dello spazio, accompagnando la nascita di un soggetto gestore composto in maggioranza da persone under 35. Il progetto avrebbe dovuto comprendere attività di confronto, orientamento e tutoraggio; per questa fase era stato predisposto anche un questionario.
Da qui la prima richiesta rivolta al Comune: chiarire come sia stata realizzata la fase partecipativa, quali soggetti siano stati coinvolti e quali risultati abbia prodotto. Per i due esponenti, queste informazioni sono necessarie per comprendere se l’avviso sia coerente con il percorso annunciato e con l’obiettivo di favorire nuove esperienze giovanili.
Requisiti, risorse e tempi
Le principali contestazioni riguardano i requisiti previsti dall’avviso. Tettamanti e Amadio ritengono che il Comune stia cercando una realtà già strutturata, dotata di esperienza e di una significativa capacità organizzativa ed economica. Tra le condizioni indicate figurano la documentazione di attività svolte almeno negli ultimi tre anni e, per le aggregazioni, l’obbligo che ogni componente abbia una maggioranza di under 35.
Secondo i firmatari, questi criteri sarebbero più restrittivi rispetto a quelli contenuti nell’avviso nazionale ANCI e potrebbero rendere più difficile la nascita di nuove realtà giovanili. La domanda posta all’amministrazione riguarda quindi la possibilità concreta, per gruppi con idee e disponibilità a impegnarsi, di partecipare senza disporre già di un’organizzazione consolidata.
Dubbi vengono sollevati anche sul quadro finanziario. Il contributo massimo destinato al soggetto gestore è pari a 116mila euro, all’interno di un progetto complessivo da 350mila euro. La gestione è prevista per dodici mesi, mentre le spese finanziate dovranno essere sostenute e rendicontate entro il 5 marzo 2027. L’avviso, inoltre, attribuisce al gestore il rischio di eventuali ritardi o della mancata erogazione dei fondi, senza possibilità di avanzare pretese nei confronti del Comune.
Un’altra criticità indicata riguarda i tempi per presentare le candidature. L’avviso sarebbe stato pubblicato il 20 ottobre, mentre una comunicazione pubblica più ampia sarebbe arrivata soltanto il 30 ottobre. Secondo Pd e L’Aquila Coraggiosa, ciò avrebbe ridotto di dieci giorni il periodo utile per conoscere l’opportunità, organizzare una proposta e predisporre la documentazione necessaria.
Nel loro intervento, Tettamanti e Amadio richiamano infine la destinazione originaria dell’edificio. Cultura, turismo e imprenditorialità possono convivere con l’innovazione sociale, sostengono, ma l’attenzione verso il turismo e L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026 non dovrebbe snaturare la funzione dell’ex Asilo. Lo spazio, secondo la loro posizione, dovrebbe restare aperto e accessibile, dedicato all’aggregazione, alla sperimentazione e alla produzione artistico-culturale, con i giovani coinvolti nelle decisioni e nelle proposte.
Il richiamo riguarda anche la storia della struttura, riqualificata attraverso fondi ministeriali stanziati nel 2014 e ulteriori risorse della Cgil per un progetto destinato alla socialità giovanile. Un percorso che, ricordano i due esponenti, aveva ricevuto impulso dall’occupazione dell’edificio da parte di associazioni e comitati nel 2011, contribuendo ad alimentare l’attenzione pubblica sul suo futuro.
La richiesta conclusiva è l’apertura di un confronto pubblico, insieme a chiarimenti sulle condizioni economiche e temporali dell’avviso e a una proroga dei termini per le candidature, da coordinare con le scadenze del finanziamento. Tettamanti e Amadio affermano che continueranno a seguire l’evoluzione della procedura attraverso gli strumenti a disposizione dei rispettivi gruppi in Comune.