Ventotto milioni di euro sono stati messi a disposizione dalla Regione Emilia-Romagna per prevenire i danni provocati da frane e smottamenti ai terreni coltivati e agli immobili produttivi delle aziende agricole. Le risorse rientrano nei due avvisi pubblici dell’intervento SRD06 – Azione 1 Dissesto idrogeologico, approvati dalla Giunta regionale con la delibera n. 1813 del 27 ottobre 2026, nell’ambito del Complemento di programmazione per lo sviluppo rurale 2023-2027.
La dotazione è divisa in parti uguali: 14 milioni di euro sono destinati alle imprese agricole e altrettanti agli enti pubblici. Se una delle due graduatorie sarà interamente finanziata e resteranno risorse disponibili, i fondi potranno essere trasferiti all’altra, a condizione che siano sufficienti a coprire integralmente almeno un progetto.
Contributi per la prevenzione
Le imprese agricole singole o associate, escluse quelle che svolgono esclusivamente attività di selvicoltura o acquacoltura, possono chiedere il sostegno per proteggere il proprio potenziale produttivo. Per gli interventi rivolti alle aziende è previsto un contributo pari all’80% della spesa ammissibile, con investimenti compresi tra 5.000 e 250.000 euro. Prima della domanda dovrà essere validato il Piano colturale 2027 per tutte le particelle interessate.
Il potenziale produttivo comprende gli immobili effettivamente utilizzati e i terreni coltivati. Gli interventi devono riguardare prioritariamente le aree con frane attive o quiescenti individuate dalla Carta inventario delle frane della Regione Emilia-Romagna. Per le frane attive viene considerata anche una fascia di possibile evoluzione di 30 metri. Le opere potranno estendersi parzialmente fuori dalle aree individuate se una relazione tecnica ne dimostrerà l’efficacia.
Opere ammesse e criteri
Tra le spese finanziabili figurano le sistemazioni idraulico-agrarie, il consolidamento dei versanti, i drenaggi profondi, i rimodellamenti morfologici e la messa in sicurezza della viabilità aziendale privata quando collegata ai terreni o agli immobili da tutelare. Sono ammessi anche lavori su fossi, canali e rii non demaniali, opere di regimazione idraulico-forestale e interventi per il drenaggio delle acque superficiali. Le spese generali per progettazione, indagini geognostiche, direzione lavori e collaudo sono riconosciute fino al 10% dell’importo dei lavori.
Non sono invece finanziabili il ripristino di danni già subiti, gli interventi realizzati direttamente dall’agricoltore, i pozzi, gli invasi irrigui, alcune manutenzioni degli scoli e della viabilità, gli investimenti non collegati alla tutela del potenziale produttivo e l’Iva. I lavori potranno iniziare soltanto dopo la presentazione della domanda.
Le richieste saranno valutate attraverso una graduatoria con un punteggio massimo di 100 punti. Per l’ammissione sono necessari almeno 32 punti, di cui almeno 20 legati alla localizzazione in aree a elevato rischio idrogeologico. Il punteggio considera anche la presenza in zone svantaggiate o interne, la conduzione dell’impresa da parte di giovani o donne, il metodo biologico e la certificazione SQNPI 2025. Un peso rilevante è attribuito alla consistenza del potenziale produttivo protetto.
Le domande dovranno essere presentate tramite il Sistema informativo Agrea, quando sarà aperto il modulo sul portale regionale, entro le ore 13 del 26 febbraio 2027. Alla richiesta dovrà essere allegato il progetto completo, pena l’inammissibilità. Dalla comunicazione della concessione decorreranno 12 mesi per completare i lavori e presentare la domanda di pagamento. Sono previste fino a due varianti e una proroga, della durata massima di sei mesi, in presenza delle condizioni stabilite dal bando.
Il secondo avviso, anch’esso da 14 milioni di euro, è riservato agli enti pubblici e agli enti pubblici economici. Gli interventi dovranno tutelare il potenziale produttivo di almeno due aziende agricole situate sullo stesso versante interessato da una frana. In questo caso il contributo coprirà il 100% della spesa ammissibile, con la medesima scadenza prevista per le imprese.