Massimo Iannetta, componente del consiglio di amministrazione di Enea, ha illustrato le iniziative dell’ente per favorire il trasferimento delle innovazioni dai laboratori al sistema produttivo. L’intervento è stato rilasciato ai microfoni dell’Adnkronos durante Ecomondo, la manifestazione dedicata alla green, blue e circular economy in corso alla Fiera di Rimini fino al 6 novembre.
Che cos’è l’ENEA
L’ENEA è l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile. Si tratta di un ente di diritto pubblico italiano operante nei settori della ricerca scientifica, dell’innovazione tecnologica e della prestazione di servizi avanzati nei campi dell’energia (con focus sulle fonti rinnovabili, la sicurezza e il nucleare), dell’ambiente e del ciclo dei materiali.
Oltre alle attività di ricerca nei propri centri e laboratori diffusi su tutto il territorio nazionale, l’ENEA ha tra i suoi compiti primari quello di fare da ponte tra il mondo accademico e scientifico e l’industria, promuovendo il trasferimento tecnologico, la competitività delle imprese e la transizione ecologica ed energetica del Paese.
Secondo Iannetta, Enea dispone da oltre quindici anni di una direzione dedicata al trasferimento tecnologico. L’obiettivo è accompagnare lo sviluppo delle soluzioni scientifiche con la costruzione di un contesto capace di accoglierle e trasformarle in applicazioni. Questo processo, ha spiegato, richiede l’interazione tra il mondo della ricerca e dell’innovazione, le imprese, le istituzioni, la politica, i territori e i cittadini.
La banca dati per le filiere produttive
Per organizzare le informazioni sulle tecnologie disponibili, Enea ha realizzato Matrix, una banca dati che raccoglie le innovazioni suddividendole per filiera produttiva. Il sistema comprende anche le facility, le infrastrutture e le modalità con cui le soluzioni vengono sviluppate. Il percorso può arrivare fino ai brevetti nella fase di licensing, cioè nel momento in cui si lavora alla concessione dei diritti di utilizzo a soggetti interessati.
La banca dati, nella descrizione fornita dal componente del cda, punta quindi a favorire l’incontro tra le competenze maturate nella ricerca e le necessità del tessuto imprenditoriale. Il trasferimento non riguarda soltanto la disponibilità di una tecnologia, ma anche le condizioni organizzative e produttive necessarie per renderne possibile l’applicazione.
Il sostegno ai proof of concept
A questo strumento si affianca un programma finanziato da Enea e attivo da quasi dieci anni, dedicato ai proof of concept. L’iniziativa seleziona le ricerche ritenute migliori tra quelle sviluppate dai ricercatori dell’ente e sostiene un primo passaggio verso l’utilizzo concreto dei risultati.
Il programma prevede la collaborazione con le imprese attraverso un co-finanziamento, descritto da Iannetta come una fee. L’obiettivo è far evolvere progetti che si trovano a un livello di maturità tecnologica iniziale, indicato con un Trl pari a quattro, per portarli più rapidamente verso il mercato.
Negli ultimi due bandi, ha concluso Iannetta, saranno finanziate le iniziative che hanno ottenuto i risultati migliori proprio lungo questo percorso. Il sostegno sarà dunque indirizzato ai progetti che hanno già mostrato una maggiore capacità di avvicinarsi all’applicazione industriale, con il coinvolgimento delle imprese nella fase di sviluppo.