Odolo (BS)

Licenziamento illegittimo, operaio di Odolo reintegrato

Il giudice ha accolto l’impugnazione: l’azienda dovrà riassumere il dipendente e risarcire i danni subiti

Il Tribunale di Brescia, Sezione Lavoro, ha dichiarato illegittimo il licenziamento di Cristian Secchi, delegato sindacale dello stabilimento di Odolo di Acciaierie Venete. La decisione è stata pronunciata il 29 ottobre 2026 e prevede il reintegro immediato del lavoratore, oltre al risarcimento dei danni.

La procedura avviata nel 2025

La vicenda risale al marzo 2025, quando l’azienda aveva avviato una procedura di espulsione nei confronti del rappresentante dei lavoratori. Secchi aveva contestato il provvedimento ritenendo infondati gli addebiti, con il sostegno della Fiom Cgil Brescia.

Il sindacato ha impugnato il licenziamento attraverso gli avvocati Giorgio Danesi e Giuseppe Ragusa, chiedendo al giudice di verificare la legittimità della decisione aziendale e la fondatezza delle contestazioni mosse al delegato dello stabilimento di Odolo.

Il reintegro e il risarcimento

La pronuncia ha accolto le argomentazioni della difesa e le ragioni del lavoratore, riconoscendo l’insussistenza degli addebiti e l’assenza di una giustificazione valida per il provvedimento. Acciaierie Venete dovrà quindi procedere al reintegro immediato di Secchi e corrispondergli il risarcimento previsto dalla decisione.

La Fiom Cgil ha definito l’esito un riconoscimento delle ragioni del proprio delegato e un richiamo al rispetto dei diritti dei lavoratori, con particolare riferimento a chi svolge funzioni di rappresentanza sindacale. Il segretario generale della Fiom Cgil Brescia, Maurizio Oreggia, ha espresso soddisfazione per la sentenza e ha annunciato che il sindacato continuerà a vigilare sul rispetto della dignità del lavoro nelle aziende del territorio.