Cremona (CR)

A Cremona il 4 novembre tra memoria, libertà e unità

Corone e messaggi ufficiali hanno aperto la cerimonia nel cortile Federico II, con il richiamo del Quirinale ai caduti e ai valori repubblicani.

Nel cortile Federico II di Cremona sono iniziate le celebrazioni per la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate. L’appuntamento, organizzato dalla Prefettura, si è aperto con la deposizione delle corone d’alloro al Bollettino della Vittoria, il documento diramato dal generale Diaz il 4 novembre 1918.

Alla cerimonia hanno partecipato le autorità civili e militari e i rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d’Arma. Nel suo intervento, il sindaco Andrea Virgilio ha sottolineato la necessità di vivere la ricorrenza non soltanto come un appuntamento formale, ma come un momento capace di collegare la memoria storica agli avvenimenti del presente.

Il messaggio del Quirinale

Nel messaggio rivolto al Paese, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricordato quanti hanno sacrificato la vita per l’Italia, parlando di un’eredità di libertà e unità da custodire con consapevolezza. Il capo dello Stato ha inoltre rivolto un pensiero particolare, con sentimenti di cordoglio, ai militari italiani che hanno perso la vita nei giorni scorsi in Bosnia-Erzegovina.

Mattarella ha evidenziato il rapporto di fiducia e gratitudine che lega la comunità nazionale all’Esercito, alla Marina, all’Aeronautica, ai Carabinieri e alla Guardia di Finanza. Nel messaggio sono stati rivolti gli auguri ai militari, al personale civile della Difesa e alle loro famiglie.

Memoria, Repubblica e pace

La ricorrenza assume, secondo il presidente, un significato particolare anche per l’anniversario della libera scelta del popolo italiano per la Repubblica. Il giuramento di fedeltà delle Forze Armate alla Repubblica, ha spiegato Mattarella, si fonda sui valori della Costituzione e sul passaggio della memoria tra le generazioni.

Il richiamo è anche alle guerre mondiali e alla necessità di impedire che le atrocità vissute in quel periodo possano ripetersi. Nel messaggio presidenziale trovano spazio il ricordo del percorso risorgimentale verso l’unità della Patria e quello della lotta di Liberazione, indicata come il passaggio attraverso cui l’Italia ha conquistato libertà e democrazia.

Mattarella ha infine collegato questi traguardi al ruolo dell’Italia nella comunità internazionale, fondato su una politica di pace e cooperazione. La cerimonia di Cremona ha così unito l’omaggio ai caduti, la presenza delle istituzioni e il richiamo ai principi della Repubblica.