Livorno (LI)

A Livorno, 67 docenti sostengono gli studenti occupanti

Il documento contesta spese militari, condizioni degli edifici e norme su stranieri e dissenso.

67 docenti del liceo Niccolini-Palli di Livorno hanno sottoscritto un documento di solidarietà agli studenti dell’istituto coinvolti nella mobilitazione insieme ai ragazzi di altre scuole cittadine. Gli insegnanti esprimono pieno sostegno alla protesta e condannano qualsiasi risposta di tipo repressivo.

Le ragioni della protesta

Nel documento, datato 4 novembre 2026, la mobilitazione viene definita democratica e pacifica. Secondo i firmatari, l’iniziativa si inserisce in un’ondata di proteste che sta interessando istituti scolastici in diverse parti d’Italia, da Nord a Sud.

Tra le ragioni richiamate dai docenti c’è la contrarietà all’aumento delle spese militari, considerate risorse che potrebbero essere destinate all’istruzione, alla sanità e agli investimenti necessari per affrontare il cambiamento climatico. Il documento segnala inoltre il degrado degli edifici scolastici e critica il Decreto Valditara, in particolare per la previsione di un tetto agli studenti stranieri presenti in ciascuna classe.

Nel testo viene contestato anche il Decreto Sicurezza, che secondo gli insegnanti rischierebbe di criminalizzare la protesta e il dissenso pacifico, contribuendo ad alimentare un clima di tensione. Le questioni indicate dai firmatari riguardano quindi sia le condizioni materiali delle scuole sia le politiche pubbliche e il diritto degli studenti a manifestare.

Il ruolo della scuola

La presa di posizione si concentra anche sul compito educativo degli istituti. I docenti invitano a non liquidare le rivendicazioni degli studenti con atteggiamenti paternalistici e chiedono che alle loro ragioni venga prestato ascolto. Nel documento, la scuola viene descritta come un possibile motore di cambiamento, capace di dare spazio alle istanze delle nuove generazioni.

Gli insegnanti richiamano infine la propria responsabilità educativa, sostenendo che il loro ruolo comprende anche la capacità di fermarsi e ascoltare ragazze e ragazzi impegnati a chiedere un presente e un futuro migliori. La conclusione ribadisce la vicinanza alle studentesse e agli studenti che hanno manifestato e continuano a farlo, con l’obiettivo dichiarato di ottenere condizioni migliori per tutti.