Quattro lupi contro un gruppo di cinghiali. È il confronto ripreso da una fototrappola nella tenuta di San Rossore, all’interno del parco regionale di Migliarino, San Rossore e Massaciuccoli. Di fronte alla presenza dei predatori, le femmine hanno modificato la propria disposizione e si sono organizzate per proteggere i cuccioli.
La sequenza, registrata l’11 maggio 2026, mostra una femmina adulta portarsi davanti al lupo che guida il gruppo. Le altre si dispongono intorno ai piccoli, creando una barriera mobile. Secondo la descrizione fornita dal Parco, la formazione cambia più volte, assumendo configurazioni semicircolari e triangolari per impedire ai predatori di raggiungere gli esemplari più vulnerabili.
Una difesa coordinata
Il comportamento osservato non si limita a una fuga disordinata. Le femmine reagiscono insieme e ripetono le manovre durante il confronto, mentre la matriarca affronta il lupo dominante. La risposta collettiva ha attirato l’attenzione dei ricercatori perché documenta una strategia difensiva coordinata tra cinghiali, con movimenti adattati alla posizione dei predatori.
Il filmato è stato realizzato nell’ambito delle attività di monitoraggio faunistico condotte grazie alla convenzione tra l’ente parco e il dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università di Sassari. Le immagini sono state poi analizzate in uno studio pubblicato il 2 novembre 2026 sulla rivista internazionale Current Zoology.
Lo studio sul comportamento dei cinghiali
La pubblicazione, intitolata One ring to protect them all, presenta quella che viene indicata come la prima documentazione video, ottenuta attraverso una fototrappola, della formazione di un anello difensivo da parte dei cinghiali durante un confronto con i lupi. Tra gli autori figurano Marco Del Frate, Ibra Edoardo Monti, Paolo Bongi, Giulia Gaimari, Massimo Scandura e Marco Apollonio, tutti afferenti all’Università di Sassari.
L’episodio offre nuovi elementi per studiare le strategie con cui le prede reagiscono ai predatori e il ruolo dei comportamenti sociali nella sopravvivenza della fauna selvatica. Nella tenuta di San Rossore la presenza del lupo è stabile ed è seguita attraverso un programma che comprende fototrappole e collari GPS.
Il monitoraggio consente di osservare gli equilibri tra le diverse specie presenti nell’area, tra cui lupi, daini e cinghiali. La sequenza registrata nel parco documenta così un episodio di difesa collettiva e fornisce agli studiosi un caso concreto per approfondire le relazioni tra predatori e prede in un ambiente naturale.