Roma (RM)

Risarcimento al Gruppo San Raffaele, botta e risposta tra opposizione e presidente Rocca

Il provvedimento è passato all'unanimità, con 27 voti favorevoli della maggioranza di centrodestra, dopo che l'opposizione era uscita dall'Aula per protesta

Risarcimento al Gruppo San Raffaele, botta e risposta tra opposizione e presidente Rocca

Il Consiglio regionale del Lazio ha approvato la proposta di legge numero 304 sul cosiddetto caso San Raffaele, relativa allo scostamento di bilancio necessario a far fronte al debito maturato dalla Regione nella vicenda giudiziaria legata alla struttura sanitaria. Il provvedimento è passato all’unanimità, con 27 voti favorevoli della maggioranza di centrodestra, dopo che l’opposizione era uscita dall’Aula per protesta.

La cifra finale del debito è di circa 78 milioni di euro, dopo la riduzione di poco più di 4 milioni rispetto agli iniziali quasi 82. Nella seduta di venerdì era stato infatti approvato un emendamento condiviso da maggioranza e opposizione che stralciava il pagamento immediato degli interessi, rinviandone la quantificazione al Consiglio di Stato.
Non sono mancate polemiche politiche e anche attacchi personali. L’opposizione, in segno di protesta, ha abbandonato l’Aula senza partecipare al voto.

L’intervento in una nota congiunta i capigruppo di opposizione al Consiglio Regionale del Lazio Mario Ciarla (Pd), Marietta Tidei (Italia Viva), Claudio Marotta (SCE), Alessio D’Amato (Azione), Adriano Zuccalà (M5S) e Alessandra Zeppieri (Polo Progressista).

La nota stampa dell’opposizione

“Oggi l’intera opposizione del Consiglio regionale del Lazio ha deciso, dopo la dichiarazione di voto, di abbandonare l’Aula, perché sarebbe stato opportuno aggiornare la seduta dopo l’esito del ricorso per revocazione contro la sentenza di ottemperanza del Consiglio di Stato, che sarà discusso il prossimo 5 novembre. La maggioranza ha fretta di chiudere e pertanto, dissentendo nel merito e nel metodo, l’opposizione ha scelto di non essere responsabile in alcun modo del voto finale su quest’atto.

La battaglia ora continuerà all’esterno e chiederemo a Rocca: come mai non è stato presentato ricorso nel 2023 e si sono lasciati trascorrere oltre tre anni? Come mai non si è contestata con una controperizia quella di parte presentata dalla San Raffaele? Come mai nel 2023 Rocca ha deciso di tacere e non ha comunicato ai gruppi consiliari la situazione che si era venuta a determinare? I fatti sono chiari e incontestabili: con la Giunta precedente si era sempre vinto al TAR e in sede civile, nel 2017, nel 2019 e nel 2022.

Con Rocca cambia la postura, si perde e non si fa ricorso e, quando lo si fa, solo dopo il pressing delle opposizioni, si presenta anche in ritardo. Il 5 novembre sarà una cartina di tornasole, se la revocazione verrà respinta a causa del ritardo del deposito del ricorso sarà tutto evidente.  L’intera opposizione presenterà un dossier dettagliato alle competenti autorità. Mentre il resto delle Regioni italiane è in sommovimento per i tagli alla sanità Rocca ci costringe a discutere dei soldi da dare alla San Raffaele”.

Lo dichiarano in una nota congiunta i capigruppo di opposizione al Consiglio Regionale del Lazio Mario Ciarla (Pd), Marietta Tidei (Italia Viva), Claudio Marotta (SCE), Alessio D’Amato (Azione), Adriano Zuccalà (M5S) e Alessandra Zeppieri (Polo Progressista).

La risposta del presidente della Regione Lazio Rocca

Rocca ha giustificato il pagamento dei 77 milioni come conseguenza di una sentenza, ha evidenziato il costo degli ulteriori ritardi e ha respinto le critiche politiche, rimandando alla Corte dei Conti eventuali chiarimenti sulle responsabilità amministrative.

“Questa amministrazione “ha agito con coerenza, chiarezza e trasparenza, assumendosi la responsabilità di pagare oltre 77 milioni di euro in conseguenza di una sentenza del Consiglio di Stato, risorse che vengono inevitabilmente sottratte al bilancio della sanità regionale. Ogni giorno di ritardo nel pagamento comporta circa 9 mila euro di ulteriori interessi, ma questo sembra non interessare a chi fa polemica”. Lo ha dichiarato il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, intervenendo in Consiglio regionale sul caso San Raffaele, nell’ambito della discussione sulla proposta di legge per il riconoscimento dei debiti fuori bilancio, che comprende anche il risarcimento alla società di sanità privata controllata dalla famiglia Angelucci.

Rocca ha quindi replicato all’attacco personale ricevuto dal consigliere di Azione Alessio D’Amato, che nella stessa seduta aveva fatto riferimento alle vicende giudiziarie legate alla gioventù del governatore, dichiarando che “in passato le sue mani le ha avute in ben altre sostanze”.

“Oggi vengo attaccato sul personale, ma sono abituato a considerare le offese in base a chi le pronuncia. Mi fa pensare che probabilmente quel livello di rancore e livore espresso potrebbe aver caratterizzato anche le scelte amministrative che hanno portato a dover pagare questi 77 milioni. Sarà la Corte dei Conti a dircelo e a fare chiarezza”, ha dichiarato Rocca che ha respinto le accuse delle opposizioni, rivendicando la propria autonomia e criticando l’atteggiamento tenuto in Aula. “Sono pienamente indipendente e orientato nelle mie decisioni”.

Il presidente Rocca ha spiegato anche che il gruppo Angelucci, destinatario del risarcimento, è un operatore della sanità privata che svolge attività e servizi come altri soggetti del settore. “Il fatto che un gruppo operi anche nell’editoria non può essere un motivo per non comportarsi correttamente nei confronti di chi offre i propri servizi”, ha osservato. Rocca è tornato a rivendicare il miglioramento della gestione amministrativa nei rapporti con la sanità privata, ribadendo che i giudizi pendenti sugli atti di programmazione sarebbero passati dai circa 150 del 2022 a 15-16 nel 2026 e 17 nel 2025.

“Questo dimostra una capacità amministrativa di fare la differenza. Ogni procedimento viene seguito e abbiamo contingentato i tempi per le domande di accreditamento, in modo da garantire il rispetto dell’ordine cronologico”, ha assicurato Rocca. Sul fronte economico, il governatore ha ricordato che ogni giorno di ritardo nel pagamento comporta circa 9 mila euro di ulteriori interessi.

“Dalla settimana scorsa a oggi abbiamo aggiunto circa 50 mila euro di interessi. Ogni giorno di ritardo ha un costo, ma sembra che questo aspetto non interessi a chi preferisce fare polemica e creare caos”, ha sottolineato. Infine, Rocca ha ringraziato l’assessore al Bilancio Giancarlo Righini, la Giunta, gli uffici regionali e l’Avvocatura, difendendo il lavoro dei legali della Regione: “Questi professionisti lavorano ogni giorno per tutelare l’istituzione, indipendentemente dal colore politico. A volte vincono, a volte perdono, ma nessuno può mettere in discussione la loro professionalità”. ha concluso Rocca.