Pisa (PI)

A Pisa uno sportello legale gratuito per chi vive in strada

Al Convento dei Cappuccini consulenze su documenti, residenza e prestazioni

È attivo anche a Pisa il servizio Avvocato di strada, dedicato alle persone senza dimora che hanno bisogno di assistenza legale e amministrativa. Lo sportello, ospitato al Convento dei Cappuccini a San Giusto, offre consulenze gratuite esclusivamente a chi vive in strada.

L’iniziativa è stata inaugurata sabato su proposta dell’organizzazione di volontariato Avvocato di strada e si inserisce nel Progetto Homeless promosso dall’amministrazione comunale. Le segnalazioni possono arrivare anche dall’Unità di strada, mentre le persone che non rientrano nella condizione di senza fissa dimora vengono reindirizzate ad altri servizi.

Assistenza per documenti e prestazioni

L’obiettivo è garantire l’accesso alla difesa e aiutare gli utenti ad affrontare difficoltà che, per chi vive in strada, possono diventare ostacoli decisivi. Tra i problemi indicati ci sono l’ottenimento della residenza, la disponibilità dei documenti, l’accesso alle prestazioni sociali e sanitarie e la conoscenza di bonus e misure di sostegno.

La consulenza legale rappresenta quindi un punto di orientamento per persone che spesso non conoscono i propri diritti o non riescono a completare le procedure necessarie per accedere ai servizi. Il progetto punta a collegare il nuovo sportello con la rete già attiva sul territorio nell’ambito dell’assistenza alle persone senza dimora.

L’inaugurazione del servizio

All’incontro sono intervenuti Antonio Mumolo, presidente nazionale di Avvocato di strada ODV, l’assessore Giovanna Bonanno, Alessandro Carta del Progetto Homeless, i volontari di Avvocato di strada Pisa Filippo Stefanucci e Anna Urbani e i rappresentanti dell’associazione Amici della Strada.

L’iniziativa era aperta alle istituzioni, agli enti del terzo settore, ai sindacati, ai gruppi e ai centri di ascolto, agli avvocati e alle avvocate del Foro di Pisa e alla cittadinanza. Il servizio viene presentato come un rafforzamento della rete territoriale a sostegno delle persone che vivono in condizioni di marginalità.