È stata significativa la risposta al bando Verona Abita Giovane, l’iniziativa promossa dal Comune di Verona per sostenere gli under 35 che nel 2026 hanno stipulato un contratto di locazione a canone concordato. Per far fronte al numero elevato di richieste, l’amministrazione ha deciso di aumentare lo stanziamento iniziale di 80mila euro con ulteriori 50mila euro, portando le risorse complessive a 130mila euro.
Il progetto, sperimentato per la prima volta in città, punta a ridurre l’impatto dell’affitto sui redditi dei giovani e a intervenire sulla cosiddetta fascia grigia. Si tratta di persone che non riescono a sostenere i canoni del mercato libero, ma che allo stesso tempo non possiedono i requisiti per accedere all’edilizia residenziale pubblica.
Domande oltre le previsioni
Il numero delle richieste ha superato le aspettative dell’amministrazione e i risultati registrati in altre città che hanno adottato misure analoghe. Secondo il Comune, il dato rappresenta anche una fotografia del mercato privato degli affitti a Verona, con particolare riferimento alle locazioni a canone concordato.
Le domande presentate a partire dall’estate sono state esaminate dalla neo-costituita Agenzia Sociale per l’Abitare. Circa un quarto delle richieste è risultato ammissibile, sulla base della completezza della documentazione e del possesso degli altri requisiti previsti dal bando.
Il profilo dei beneficiari
I beneficiari finali sono 67 giovani, che riceveranno un contributo mensile fino a 200 euro per un periodo di 12 mesi. L’importo effettivo sarà definito in base agli scaglioni Isee. Il 10,4% dei destinatari ha meno di 26 anni, il 56,7% ha un’età compresa tra 26 e 30 anni e il 32,8% tra 31 e 35 anni. Le donne rappresentano il 44,8% dei beneficiari.
Per quanto riguarda la situazione economica, il 74,6% degli ammessi ha un Isee inferiore a 20mila euro, mentre il restante 25,4% si colloca nella fascia tra 20mila e 33mila euro. L’86,6% è composto da lavoratori e lavoratrici con contratto subordinato. La maggioranza dei beneficiari è italiana, pari al 92,5%, mentre nell’80,6% dei casi il nucleo familiare è formato da una sola persona.
Chiusura anticipata e possibile nuova edizione
Con l’esaurimento delle risorse disponibili, il Comune ha comunicato la chiusura anticipata del bando, inizialmente prevista per il 15 novembre. L’amministrazione sta valutando la possibilità di riproporre la misura nel 2027, introducendo modifiche per renderla più efficace rispetto ai bisogni abitativi.
Tra le ipotesi allo studio c’è anche l’introduzione di strumenti rivolti al lato dell’offerta e un ruolo più proattivo del Comune nei meccanismi di calmierazione del mercato locativo privato. L’assessora alle Politiche abitative Luisa Ceni ha sottolineato che l’esperienza potrà servire a valutare nuovi interventi, oltre al sostegno garantito dalle risorse pubbliche e dal terzo settore.