Polemica a Trecate sulla presenza segnalata di una o più persone con il volto completamente coperto dal niqab. A sollevare il caso è Alessandro Pasca, referente del Comitato 336 di Futuro Nazionale, che chiede chiarimenti all’amministrazione comunale guidata dal sindaco Sacco.
Secondo quanto riferito da Pasca, nelle ultime settimane sarebbero arrivate diverse segnalazioni relative a persone che avrebbero circolato in città con il volto coperto. L’esponente politico sostiene che la situazione richieda verifiche e risposte da parte del Comune, senza tuttavia fornire ulteriori elementi sulle circostanze, sui luoghi o sul numero degli episodi indicati.
Il richiamo al regolamento comunale
Al centro dell’intervento c’è l’articolo 77 del regolamento di Polizia Urbana di Trecate, introdotto nel 2016, quando Pasca ricopriva l’incarico di assessore alla Sicurezza. La norma, secondo la ricostruzione fornita dall’ex amministratore, vieta di circolare nei luoghi pubblici con indumenti ritenuti idonei a nascondere il volto e a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona.
Pasca afferma che l’obiettivo della disposizione fosse tutelare la sicurezza e garantire la possibilità di identificare chi si trova negli spazi pubblici. Nel suo intervento richiama inoltre il principio secondo cui chi vive o frequenta Trecate dovrebbe rispettare le regole e i costumi della comunità locale.
Le richieste rivolte al sindaco
L’esponente di Futuro Nazionale rivolge quindi al sindaco domande sulle priorità assegnate alla Polizia Locale e sull’applicazione del regolamento. A suo giudizio, l’amministrazione starebbe adottando un atteggiamento tollerante per evitare di entrare in conflitto con alcune sensibilità religiose. Si tratta di una valutazione politica espressa da Pasca, che nel suo intervento accusa la maggioranza di anteporre il cosiddetto politicamente corretto alla sicurezza.
Pasca chiede infine che il Comune chiarisca se le segnalazioni siano state verificate e quali eventuali provvedimenti siano stati adottati. Nel testo diffuso non compare una replica dell’amministrazione comunale né vengono riportati accertamenti ufficiali sull’episodio. Il referente del Comitato 336 annuncia comunque l’intenzione di continuare a monitorare la situazione e a sollecitare il rispetto delle norme comunali e statali.