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Carezze al cane, sollievo sì ma nessuna prova per il cuore

Gli studi indicano un calo dell’ansia momentanea, ma non confermano effetti duraturi su pressione e sonno.

Dedicate qualche minuto al proprio animale domestico alla fine della giornata può aiutare a ridurre la tensione percepita. La sensazione di calma dopo aver accarezzato un cane è quindi plausibile e documentata, ma non va confusa con una protezione medica dell’apparato cardiovascolare. Le ricerche disponibili non dimostrano infatti che questo gesto, praticato prima di dormire, abbassi in modo stabile la pressione o protegga il cuore durante la notte.

Le evidenze più solide riguardano il benessere emotivo nel breve periodo. Una metanalisi di 28 studi su 1.310 partecipanti ha rilevato una riduzione dell’ansia percepita dopo l’interazione con un animale. Si tratta però di un sollievo soggettivo, misurato subito dopo il contatto, e non di un trattamento per l’ansia cronica. Anche i dati sul cortisolo, uno degli indicatori fisiologici dello stress, sono variabili e dipendono dal contesto e dal momento della misurazione.

Calma mentale e pressione non coincidono

La sensazione di tranquillità non comporta necessariamente una risposta analoga da parte dell’organismo. Le sintesi degli studi sugli interventi assistiti con animali non hanno evidenziato una riduzione complessiva e significativa dei valori pressori. I risultati restano disomogenei e non mostrano un effetto abbastanza costante e duraturo da poter essere considerato terapeutico.

Un esperimento su 33 adulti sani ha rilevato persino un aumento della frequenza cardiaca e della pressione quando cresceva l’intensità dell’interazione con il cane. Il dato non indica di per sé un pericolo, ma mostra che il contatto fisico può produrre anche una forma di attivazione fisiologica, invece di una risposta sempre rilassante.

Per lo stesso motivo è necessario interpretare con cautela gli studi secondo cui chi vive con un animale avrebbe un cuore più sano. Il possesso di un cane o di un gatto si inserisce in uno stile di vita complesso, influenzato da numerosi fattori difficili da isolare. I risultati sono discordanti e non consentono di attribuire alle carezze la prevenzione dell’infarto o una maggiore longevità. L’American Heart Association sconsiglia quindi di adottare o acquistare un animale con l’obiettivo principale di ridurre il rischio cardiovascolare. Chi segue una terapia per l’ipertensione non deve modificare i farmaci prescritti dal medico.

Carezze serali e qualità del riposo

Accarezzare l’animale prima di spegnere la luce è diverso dal condividere con lui l’intera notte. Uno studio su 1.591 adulti ha associato la condivisione della stanza con un animale a una peggiore qualità percepita del sonno e a sintomi di insonnia più marcati. Altre rilevazioni, basate sul monitoraggio dei movimenti notturni di cani e proprietari, hanno invece osservato un riposo umano sostanzialmente indisturbato.

Non emerge dunque una regola valida per tutti. Se il contatto serale favorisce il rilassamento senza interrompere il riposo, il suo beneficio resta soprattutto legato al benessere emotivo di fine giornata. Le prove disponibili non permettono però di considerarlo una medicina per il cuore né una soluzione per la pressione alta.