Piemonte

A Novara 1.145 interventi con videotoracoscopia monoportale

La procedura viene eseguita dal 2013 attraverso un’unica incisione di 3-4 centimetri, con degenza media di tre o quattro giorni.

La Chirurgia Toracica dell’ospedale Maggiore di Novara ha eseguito 1.145 interventi con videotoracoscopia monoportale dal gennaio 2020. Il dato riguarda i pazienti trattati con una tecnica mini-invasiva che consente di operare attraverso un’unica incisione di pochi centimetri. Nel periodo considerato, gli interventi chirurgici complessivi della struttura diretta dal professor Ottavio Rena sono stati 1.287.

La metodica è utilizzata di routine a Novara dal 2013 ed è tornata al centro dell’attenzione dopo un recente intervento eseguito presso il Policlinico Gemelli di Roma. Secondo i dati del Programma Nazionale Esiti dell’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali, la casistica della struttura novarese è la più ampia del Piemonte.

Come si svolge l’intervento

L’operazione viene eseguita in anestesia generale attraverso una sola incisione di 3-4 centimetri, senza divaricazione delle coste. Dallo stesso accesso vengono introdotti la telecamera endoscopica e gli strumenti chirurgici necessari per asportare il lobo polmonare interessato dalla malattia e i linfonodi loco-regionali. Attraverso la medesima apertura viene posizionato anche il drenaggio.

La riduzione del trauma chirurgico, limitato a un solo spazio intercostale, può contribuire a contenere il dolore dopo l’operazione e a favorire una mobilizzazione più rapida. In base alle informazioni fornite dalla struttura, il paziente può tornare a camminare e ad alimentarsi autonomamente poche ore dopo l’intervento. La degenza media è di 3-4 giorni, mentre il recupero completo avviene generalmente in circa dieci giorni. La tecnica può essere presa in considerazione anche per persone anziane o fragili con patologie cardiovascolari o respiratorie croniche.

Il percorso per i pazienti oncologici

Il tumore del polmone continua a rappresentare una delle principali cause di mortalità oncologica. Secondo i dati AIOM-AIRTUM 2025 citati dal professor Rena, in Italia erano attese 43.500 nuove diagnosi, di cui 30.000 negli uomini e 13.500 nelle donne. Per le neoplasie individuate negli stadi I e II, il trattamento chirurgico è associato a sopravvivenze a cinque anni comprese tra il 60 e l’85 per cento.

La Chirurgia Toracica del Maggiore partecipa ogni settimana ai Gruppi Interdisciplinari Cure dedicati al tumore del polmone della Rete Oncologica Piemonte e Valle d’Aosta. Il lavoro coinvolge anche le ASL di Biella, Vercelli e del Verbano-Cusio-Ossola e consente di rivolgersi alla procedura ai pazienti del quadrante nord-orientale della regione. L’analisi della casistica dal 2020, riferisce la struttura, evidenzia tassi di complicanze post-operatorie inferiori alla media nazionale e sopravvivenze a lungo termine in linea con quelle riportate dalle principali società scientifiche internazionali.

«La videotoracoscopia monoportale è una tecnica che nella nostra struttura utilizziamo ormai da oltre dieci anni», sottolinea Rena, ricordando che la metodica è parte dell’attività chirurgica ordinaria dell’ospedale novarese. L’esperienza maturata viene presentata nel contesto dei percorsi dedicati alla chirurgia toracica mini-invasiva e al recupero post-operatorio dei pazienti.