Trieste (TS)

Due giovani morti nell’incendio del Porto vecchio di Trieste

Dipiazza sollecita Piantedosi sui ricollocamenti e sull’uso di strutture alternative

Due giovani sono morti nella tarda serata del 1 novembre a Trieste, nell’incendio divampato all’interno del magazzino 18 del Porto vecchio. Le fiamme hanno provocato anche il crollo di un solaio dell’edificio, rendendo ancora più grave l’intervento nell’area interessata.

Il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza ha espresso cordoglio per le vittime ai microfoni di Telequattro, nel corso di un intervento trasmesso questa mattina. «Mi dispiace quando succedono queste cose, le mie condoglianze alle famiglie per la disgrazia avvenuta», ha dichiarato il primo cittadino.

La richiesta al ministro dell’Interno

Dopo aver ricordato le vittime, Dipiazza ha parlato del recente incontro con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Al titolare del Viminale, ha spiegato, avrebbe chiesto di intervenire per liberare il Porto vecchio dalla presenza di persone migranti che necessitano di assistenza.

Il sindaco ha annunciato che informerà il ministro anche su quanto accaduto nel magazzino 18 e che tornerà a chiedere il trasferimento delle persone migranti presenti nell’area. «Ne trasferiamo 60 a settimana, Trieste non è in grado di sopportare questo», ha affermato, sostenendo che chi arriva dovrebbe essere trasferito in altre zone del Paese.

Il tema dell’accoglienza

Secondo Dipiazza, la soluzione dovrebbe passare dai ricollocamenti oppure dall’allestimento di un centro dedicato, anche attraverso il recupero di ex caserme dismesse. Il sindaco ha ribadito che, a suo giudizio, deve essere lo Stato a farsi carico dell’accoglienza, considerando la posizione di Trieste come città di confine e la carenza di spazi disponibili.

Nel suo intervento ha inoltre escluso che il Porto vecchio sia il luogo adeguato per ospitare queste persone, ricordando che nell’area sono in corso cantieri e lavori. La tragedia ha coinvolto due giovani: le prime informazioni riferiscono che una vittima era italiana e l’altra nordafricana. Il testo dell’intervento non fornisce ulteriori elementi sull’identità delle persone decedute né sulle cause dell’incendio.