L’esercizio fisico entra nel percorso di cura di 21 pazienti con patologie croniche attraverso il progetto La Cura è nel Movimento, avviato a Sant’Antioco. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra l’ASL Sulcis Iglesiente, il Comune di Sant’Antioco, che finanzia il programma, e l’associazione sportiva G.S.D. SulcisSpes Basket.
Un programma costruito sulle condizioni dei partecipanti
Il percorso avrà una durata di otto mesi e prevede due incontri alla settimana. Le attività comprenderanno esercizi aerobici, di forza e di flessibilità, calibrati sulle condizioni di salute e sulle esigenze individuali delle persone coinvolte.
I partecipanti, affetti da diabete, patologie oncologiche e reumatologiche, sono stati individuati dalle strutture specialistiche dell’azienda sanitaria. La selezione ha coinvolto la Struttura complessa di Diabetologia, diretta dal dottor Giacomo Guaita, la Struttura complessa di Oncologia, guidata dal dottor Francesco Atzori, e la Struttura semplice dipartimentale di Reumatologia del CTO di Iglesias, coordinata dalla dottoressa Alessandra Vacca.
Valutazione clinica e attività in palestra
Prima dell’inizio delle sessioni, gli iscritti hanno svolto una valutazione clinico-funzionale presso la Medicina dello Sport dell’Ospedale Santa Barbara di Iglesias. Il personale medico e infermieristico, coordinato dal dottor Francesco Piras, ha utilizzato gli esiti della valutazione per definire programmi di attività fisica personalizzati.
Le lezioni si terranno nella palestra Ciarloni Fitness di Sant’Antioco, con il supporto del dottor Federico Monfrini, laureato in Scienze Motorie e specialista in Attività Motoria Preventiva e Adattata. Il suo compito sarà accompagnare lo svolgimento degli esercizi secondo le indicazioni stabilite per ciascun partecipante.
Il progetto si basa sulle evidenze scientifiche relative al ruolo dell’attività fisica nella gestione delle malattie croniche. Quando viene prescritta e adattata alle condizioni della persona, può contribuire a ridurre il rischio di complicanze e a migliorare la qualità della vita, affiancando le terapie tradizionali. L’iniziativa punta così a rafforzare il collegamento tra servizi sanitari, istituzioni locali e realtà sportive, con un approccio centrato sui bisogni dei pazienti.