Il Governo ha approvato il DDL di Bilancio 2027 e il testo del provvedimento, trasmesso alla Camera e reso disponibile il 30 ottobre, introduce diverse novità sul fronte fiscale. Tra queste figura la revisione della tassazione sui prodotti da fumo, con possibili ripercussioni sui prezzi praticati ai consumatori.
Le modifiche alle accise
L’articolo 33 della bozza interviene sul Testo unico delle disposizioni legislative concernenti le imposte sulla produzione e sui consumi, modificando alcune norme del decreto legislativo 504 del 1995. Il cambiamento principale riguarda la scansione temporale degli incrementi: gli importi previsti per l’intero 2027 vengono anticipati e suddivisi tra il 1° gennaio e il 30 giugno 2027 e il periodo successivo, a partire dal 1° luglio 2027.
Per le sigarette, l’importo specifico fisso, oggi pari a 32 euro ogni 1.000 pezzi, dovrebbe salire a 35,50 euro nella prima parte dell’anno. Dal 1° luglio l’importo arriverebbe invece a 38,50 euro, con l’entrata in vigore del secondo scatto prevista quindi sei mesi prima rispetto a quanto stabilito in precedenza. La misura si inserisce nel percorso di rialzo progressivo delle accise già delineato dalla legge di Bilancio 2026 per il triennio 2026-2028.
La bozza indica inoltre nuovi valori per altri prodotti. Per il tabacco trinciato è previsto un importo di 49 euro per chilogrammo convenzionale fino al 30 giugno 2027. Per le categorie soggette agli importi specifici indicati dalla norma, il valore passerebbe da 165,50 a 169,50 euro al chilogrammo dal 1° luglio. Per alcune tipologie di sigarette è riportato anche un importo di 221 euro ogni 1.000 pezzi nella prima metà dell’anno.
Le altre disposizioni
Il provvedimento interviene anche sulle aliquote applicate a diversi prodotti da fumo e ai prodotti assimilati. In particolare, per alcune categorie l’aliquota passerebbe dal 41 al 42 per cento dal 1° luglio 2027. Sono inoltre indicati adeguamenti per le aliquote del 20 e 15 per cento, destinate a diventare rispettivamente 22 e 17 per cento nella seconda parte dell’anno.
Il testo modifica anche le disposizioni sulla vendita a distanza. Per il fabbricante o l’importatore che commercializza questi prodotti ai consumatori violando il divieto previsto, la bozza introduce una sanzione amministrativa da 30.000 a 150.000 euro. Per distributori e rivenditori la sanzione indicata va invece da 500 a 5.000 euro, salvo che il fatto costituisca reato.
Le cifre e le decorrenze sono contenute nel testo in bozza e potrebbero quindi subire modifiche durante l’esame parlamentare. Se confermato, il provvedimento entrerebbe in vigore, come previsto per la legge di Bilancio, dal 1° gennaio 2027.