Ryanair ha avviato una revisione complessiva dei costi per far fronte all’aumento del prezzo del carburante per aerei. Tra le ipotesi indicate dalla compagnia irlandese figurano il possibile congelamento temporaneo degli aumenti salariali, una riduzione del rapporto tra personale di cabina e aeromobili, la rinegoziazione delle tariffe aeroportuali e un maggiore ricorso all’intelligenza artificiale nelle attività amministrative e di supporto.
L’annuncio è arrivato a Dublino durante la presentazione dei risultati del primo semestre dell’esercizio finanziario 2027. L’amministratore delegato Michael O’Leary ha attribuito la pressione sui conti soprattutto alla crisi in Medio Oriente e all’incremento del costo del jet fuel. Secondo le stime diffuse dal gruppo, ai prezzi attuali la spesa per il carburante potrebbe aumentare di circa 2 miliardi di euro nell’esercizio che terminerà a marzo 2028.
Carburante e risultati semestrali
Ryanair ha spiegato di aver finora contenuto l’esposizione grazie agli acquisti anticipati. Fino a marzo 2027 risulta coperto l’80 per cento del fabbisogno, a circa 67 dollari al barile. Per l’esercizio successivo la copertura scende invece al 25 per cento, a un prezzo di circa 95 dollari al barile, mentre la quota non coperta ha raggiunto circa 130 dollari.
Nel semestre la compagnia ha trasportato 125,8 milioni di passeggeri, il 6 per cento in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. I ricavi sono saliti del 3 per cento, a 10,08 miliardi di euro, ma i costi operativi sono cresciuti del 10 per cento, arrivando a 7,69 miliardi. L’utile dopo le imposte è sceso a 2,15 miliardi, contro i 2,54 miliardi del precedente primo semestre, con una flessione del 15 per cento. In calo del 4 per cento anche il prezzo medio dei biglietti.
Le ipotesi sul personale
Per i passeggeri lo scenario potrebbe tradursi in un aumento delle tariffe nel 2027. O’Leary ha indicato una possibile crescita a due cifre dei prezzi dei voli europei a corto raggio, fino al 20 per cento secondo le valutazioni della società, qualora fosse necessario compensare interamente il maggior costo del carburante.
Sul fronte del lavoro, la compagnia ha parlato di possibilità ancora da valutare e non di misure già applicate in modo generalizzato. Tra le opzioni ci sono il congelamento degli aumenti previsti dagli accordi collettivi in scadenza o da rinegoziare e la riduzione dei rapporti di impiego del personale di cabina per aeromobile. Ogni eventuale modifica dovrà comunque rispettare i requisiti di sicurezza e i minimi fissati dalla normativa aeronautica. Non è stato indicato quanti assistenti di volo potrebbero essere coinvolti.
Il tema si inserisce nel quadro delle condizioni contrattuali e retributive già analizzato da Umbria24 e da altre inchieste internazionali, che hanno esaminato premi, controversie sugli stipendi, contratti B2B e tempi di lavoro non retribuiti. Alcuni assistenti di volo intervistati avevano riferito di turni fino a undici ore, con compensi calcolati soltanto sul tempo trascorso in volo.
La società ha intanto rivendicato una posizione finanziaria solida, con 2,6 miliardi di euro di liquidità lorda a fine settembre. Nella stessa comunicazione ha indicato rimborsi di debiti per 1,3 miliardi, investimenti per 800 milioni e distribuzioni agli azionisti per 400 milioni, annunciando anche un nuovo programma di riacquisto di azioni da 800 milioni.
Il quadro riguarda direttamente anche l’aeroporto di Perugia-Sant’Egidio e, più in generale, le politiche aeroportuali umbre. La rinegoziazione dei costi con gli scali è stata indicata da Ryanair tra gli strumenti della revisione, insieme agli interventi sul personale e all’ottimizzazione delle attività interne.