Bologna (BO)

Bologna, Palladino rilancia Skorupski, Casale e gli altri esclusi

Le scelte del tecnico stanno restituendo spazio e rendimento a elementi rimasti ai margini nelle prime settimane.

L’evoluzione del Bologna passa anche dal recupero di giocatori che, nelle prime settimane della stagione, sembravano ai margini del progetto. Il lavoro di Raffaele Palladino sta modificando gerarchie e ruoli, offrendo nuove opportunità a elementi rimasti a lungo in panchina o considerati sul mercato.

Skorupski e Vitik, la svolta tra i pali e in difesa

Il caso più evidente è quello di Łukasz Skorupski. Il portiere, finito in panchina dopo alcuni errori contro Atalanta e Torino, sembrava destinato a vivere una stagione complicata. A 35 anni, con il contratto in scadenza e alle spalle una stagione condizionata da due gravi infortuni muscolari, aveva trovato poco spazio. Contro il Monza, però, è stato decisivo, soprattutto per il rigore parato a Cutrone, che ha contribuito a blindare la vittoria.

Accanto a lui si è distinto Martin Vitik, rimasto fuori nelle prime sette giornate e mai utilizzato dai precedenti allenatori. Il difensore aveva chiuso la scorsa stagione con 30 presenze, ma soltanto 13 minuti nelle ultime sette partite. Palladino lo ha invitato a non mollare e a farsi trovare pronto, accompagnando le parole con un lavoro personalizzato. Il percorso è iniziato con cinque minuti a Cagliari, è proseguito con 32 minuti a Milano ed è arrivato ai 75 disputati contro il Monza, gara nella quale è stato tra i migliori.

Casale, Zortea e Bernardeschi ritrovano spazio

Anche Nicolò Casale ha scalato le gerarchie. Mai realmente protagonista sotto Italiano e Tedesco, il difensore era stato inserito tra i possibili partenti durante l’estate. Un infortunio in preparazione aveva fatto saltare le ipotesi Genoa e Udinese, mentre il Bologna aveva valutato anche soluzioni in Grecia e Turchia a mercato chiuso. L’arrivo di Palladino e il passaggio alla difesa a tre, unito all’assenza dei compagni impegnati con le rispettive nazionali, gli ha permesso di guadagnare considerazione. Casale è infatti l’unico della rosa ad aver già giocato in quel sistema insieme a Darmian.

Il nuovo assetto ha favorito anche Nadir Zortea, nato come esterno di centrocampo e in difficoltà quando impiegato da terzino. Dopo essere stato superato da Holm nelle scelte iniziali, ha trovato una nuova centralità. La prestazione di San Siro, impreziosita dall’assist per il primo gol di Mbangula, ha confermato il suo rilancio.

Tra i giocatori recuperati c’è inoltre Federico Bernardeschi, che con Tedesco non aveva voluto ricoprire il ruolo di trequartista e che con Palladino ha segnato tre reti in sei gare. A Milano Mbangula ha realizzato una tripletta, mentre Enem è andato a segno a Lecce, dopo essere stato considerato tra i giocatori destinati al prestito. Odgaard continua a offrire soluzioni offensive in attesa del rientro di Piccoli, mentre Dovbyk è tornato a essere impiegato da attaccante. Il tecnico dovrà ora proseguire il lavoro di adattamento della rosa, anche in vista delle future valutazioni sul mercato.