Trecate (NO)

Consiglio, Trecate sostiene il recupero dei beni confiscati

L’adesione a Libera divide maggioranza e opposizione durante il dibattito amministrativo.

Il Consiglio comunale di Trecate ha approvato l’adesione alla campagna Diamo linfa al bene, promossa da Libera per sostenere il recupero e il riutilizzo sociale dei beni confiscati alla criminalità organizzata. Il provvedimento è stato al centro di un acceso confronto politico in aula.

Le contestazioni della minoranza

Nel corso della discussione, la consigliera di minoranza Criscuolo ha criticato la Giunta, accusandola di poca concretezza e di un atteggiamento strumentale. Secondo la consigliera, l’iniziativa rischierebbe di trasformarsi in un modo per prendere in giro i cittadini e sarebbe lontana dalla comunità trecatese.

Criscuolo ha inoltre ricondotto l’adesione alla volontà della sinistra di piantare delle bandierine, mettendo in dubbio l’effettiva ricaduta dell’iniziativa sul territorio. Le sue osservazioni hanno suscitato la replica dell’assessore alla Legalità Luca Galuppini.

La replica dell’assessore

Galuppini ha respinto le accuse e rivendicato il significato politico e sociale dell’adesione. Sostenere il recupero dei beni confiscati, ha spiegato, significa promuovere la cultura della legalità e restituire alla collettività ciò che è stato sottratto alla criminalità organizzata.

L’assessore ha aggiunto che l’amministrazione non avrebbe problemi a rivendicare una bandierina su un provvedimento di questo tipo, annunciando che sarebbe pronta a farlo nuovamente quando sarà possibile restituire concretamente alla città il bene confiscato presente a Trecate.

Nel finale del suo intervento, Galuppini ha invitato i cittadini ad ascoltare le risposte dei consiglieri di maggioranza e ha collegato le critiche ricevute al passato amministrativo di Criscuolo. L’assessore ha ricordato che, durante i dieci anni dell’amministrazione precedente, proprio a Trecate era stato sequestrato e confiscato un appartamento con box auto. Il Consiglio comunale aveva quindi assunto all’unanimità l’impegno formale a garantirne il riutilizzo sociale.