Bergamo (BG)

Ex Maddalena, il cantiere del tribunale verso la chiusura a dicembre

Il Demanio indica novembre per finiture e collaudi, ma l’Ordine degli avvocati prevede l’apertura non prima dell’estate

Il recupero dell’ex Maddalena, destinato ad ampliare il palazzo di giustizia di Bergamo, si avvia verso una nuova scadenza. Il cantiere, aperto nel 2024, dovrebbe essere chiuso ai primi di dicembre, secondo gli ultimi aggiornamenti forniti dal Demanio, proprietario dell’immobile e stazione appaltante dell’intervento. La conclusione dei lavori non coinciderà però necessariamente con l’immediata operatività dei nuovi uffici.

All’interno dell’area interessata restano infatti visibili travi d’acciaio, materiali isolanti, mezzi di lavoro e operai impegnati nelle ultime attività. Il grosso delle opere di recupero risulta completato, ma devono ancora essere ultimate finiture, impianti e collaudi. La struttura dovrà ospitare gli uffici dei giudici di pace e quelli dell’Unep, l’ufficio notificazioni, esecuzioni e protesti, oggi collocati in parte nella sede in affitto di via Sant’Alessandro.

Le scadenze già rinviate

Il cronoprogramma dell’intervento ha subito diversi slittamenti. In occasione dell’apertura ufficiale del cantiere, il 17 ottobre 2024, il Demanio aveva indicato una durata di 432 giorni, con conclusione prevista a dicembre 2025 e collaudo entro marzo 2026. La scadenza era poi stata spostata a giugno. In un aggiornamento del 30 giugno, l’amministrazione aveva comunicato un avanzamento dei lavori dell’85 per cento, precisando che le opere strutturali e di restauro erano terminate e che restavano da completare interventi impiantistici, finiture e prove di collaudo.

Alla fine di agosto la previsione era stata fissata a ottobre. Ora l’obiettivo è dicembre, con l’indicazione del Demanio di chiudere il cantiere senza ulteriori proroghe. A novembre, secondo la stazione appaltante, dovrebbero concentrarsi le attività conclusive e i collaudi. Non è stata però comunicata una data precisa per la fine effettiva dei lavori.

Il trasferimento degli uffici

Anche dopo la consegna dell’immobile resterà da affrontare la questione degli arredi e delle attrezzature necessarie per le udienze e per il lavoro delle cancellerie. Non è ancora definito a chi spetterà questo onere né quanto tempo servirà per rendere pienamente operativi i nuovi spazi. Per questo, il presidente dell’Ordine degli avvocati Giulio Marchesi ritiene difficile che il trasferimento possa avvenire prima dell’estate.

La sede di via Sant’Alessandro si trova a breve distanza dal tribunale di via Borfuro, ma presenta criticità segnalate da tempo dagli avvocati. L’edificio si sviluppa su sei piani, dispone di spazi ristretti e presenta limiti di accessibilità: l’ascensore non raggiunge il piano più alto, dove si trovano gli uffici dei giudici di pace civili, accessibili soltanto tramite le scale. La permanenza nella sede in affitto comporta inoltre un costo che, con il trasferimento nell’ex Maddalena, potrebbe essere eliminato.

L’intervento ha un valore complessivo di 7,8 milioni di euro: 4 milioni provengono dal Pnrr, 3,5 milioni dal ministero della Giustizia e 300 mila euro dal Fondo opere indifferibili del ministero dell’Economia. Il completamento dell’opera consentirà di riunire in una sede pubblica funzioni giudiziarie oggi distribuite in edifici diversi, ma i tempi dell’effettivo trasferimento dipenderanno anche dalle attività successive alla chiusura del cantiere.