È scontro politico nelle Marche dopo le dichiarazioni del segretario provinciale del Partito democratico Angelo Sciapichetti sull’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia relativa alla ricostruzione post-sisma. A replicare è il centrodestra provinciale, che ha affidato una posizione comune ai rappresentanti di Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, Udc e Noi Moderati.
Sciapichetti, intervenuto a margine dell’assemblea provinciale del Pd, aveva parlato del cosiddetto modello Marche, sostenendo che fosse stato associato alle vicende emerse nell’indagine e arrivando a evocare il clan dei Casalesi. Parole contestate dai vertici locali della coalizione di maggioranza, rappresentati da Massimo Belvederesi, Mauro Lucentini, Gianluca Pasqui, Tarcisio Antognozzi e Maika Gabellieri.
La replica del centrodestra
In una nota congiunta, i cinque esponenti accusano il Pd e Sciapichetti di fare sciacallaggio politico sulla vicenda giudiziaria. Secondo il centrodestra, dopo una fase di stallo la ricostruzione post-2016 avrebbe iniziato a funzionare con l’arrivo della coalizione alla guida delle istituzioni. Nel comunicato si sottolinea inoltre che, insieme agli attori coinvolti, sarebbero stati introdotti sistemi di prevenzione e controllo contro le infiltrazioni mafiose.
Gli esponenti della maggioranza riferiscono che oltre 100 aziende sono state segnalate ed escluse dai lavori. Esprimono quindi fiducia nell’operato della Dda, chiamata a fare chiarezza sui soggetti che sarebbero riusciti a eludere i controlli. La posizione politica ribadita è che chi ha commesso reati debba risponderne, senza però attribuire responsabilità alla politica nel suo complesso. Il centrodestra sostiene infine di voler portare a termine la ricostruzione nei territori, sotto il profilo tecnico, sociale ed economico.
La richiesta di Alleanza Verdi e Sinistra
Sulla vicenda interviene anche Alleanza Verdi e Sinistra Macerata, che chiede l’attivazione di un organismo con la presenza delle istituzioni pubbliche, dei lavoratori e dei proprietari degli immobili da ricostruire o ristrutturare. Il gruppo esprime apprezzamento per il lavoro della Procura di Ancona, della Dda e della Guardia di finanza, sostenendo che le indagini stiano facendo luce su corruzione e infiltrazioni mafiose nei cantieri.
La formazione pone l’accento soprattutto sulle conseguenze per le migliaia di lavoratori delle ditte subappaltatrici. Secondo Avs, molte famiglie attendono il pagamento degli stipendi e rischiano di perdere il posto a causa del blocco dei cantieri. Per questo vengono chiesti interventi immediati a tutela dei salari e della continuità occupazionale, insieme a misure che consentano di proseguire i lavori.
Avs richiama inoltre l’arresto dell’avvocato Fabio Pistarelli, esponente di Fratelli d’Italia ed ex capo di gabinetto del presidente regionale Francesco Acquaroli, e solleva interrogativi sul ruolo del commissario straordinario Guido Castelli. Nella nota si afferma che una ditta collegata all’inchiesta avrebbe gestito circa 400 cantieri con 200 operai. La formazione critica infine il silenzio attribuito alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e annuncia vigilanza su legalità, diritti dei lavoratori e trasparenza nei rapporti tra imprese, proprietari e maestranze.