Emilia-Romagna

Udienza in appello a Bologna per il caso del Teatro Due

Il 19 novembre, dalle 9, realtà solidali si ritroveranno davanti al Tribunale a sostegno delle giovani denuncianti

È fissata per giovedì 19 novembre l’udienza davanti alla Corte d’Appello di Bologna sul caso delle presunte molestie denunciate da due attrici durante un corso di alta formazione organizzato dal Teatro Due di Parma. Dalle ore 9, davanti al Tribunale, è previsto un presidio promosso da associazioni e collettivi impegnati nel contrasto alla violenza maschile contro le donne, insieme a diverse realtà teatrali solidali con le attrici.

La mobilitazione è stata convocata con lo slogan La violenza è senza appello. Al centro dell’udienza ci sarà il ricorso presentato dal Consiglio di amministrazione della Fondazione Teatro Due contro la sentenza del Tribunale del Lavoro, che aveva riconosciuto un risarcimento complessivo di 110 mila euro alle due giovani.

La decisione del Tribunale del Lavoro

I fatti risalgono al 2019, quando le due attrici parteciparono, insieme ad altre venti aspiranti, a un corso di alta formazione finanziato dalla Regione Emilia-Romagna. Durante i provini, le giovani riferirono di aver subito presunte molestie da parte di un regista. Con una sentenza del 20 settembre 2025, il Tribunale del Lavoro condannò il regista e il teatro parmigiano al pagamento di somme per i danni psicologici: 25 mila euro per una delle attrici e 85 mila euro per l’altra.

Il provvedimento stabilisce inoltre che, in caso di pubblicazione, siano omesse le generalità del regista. La giudice Ilaria Zampieri ha ritenuto attendibili i racconti delle due attrici e, secondo quanto riportato nella sentenza, ha considerato provata la realizzazione di atti riconducibili a una condotta di sopraffazione, oltre alla reiterazione di comportamenti volti a molestare e minacciare le allieve.

Nel testo della decisione si parla anche di comportamenti abituali, ritenuti potenzialmente idonei a incidere sulla serenità e sull’integrità psicofisica delle allieve. La sentenza riferisce inoltre di elementi secondo cui il regista avrebbe minacciato le attrici in caso di rifiuto, anche con frasi come Non lavorerai mai più.

La posizione della Fondazione

Il Cda della Fondazione Teatro Due ha sostenuto che il regista avrebbe agito di nascosto e ha ribadito la propria fiducia nella direzione. In una nota, il Consiglio ha definito la decisione del Tribunale del Lavoro una sentenza non definitiva e ha affermato che alcune interpretazioni degli aspetti fattuali presenterebbero lacune rilevanti.

L’organismo ha spiegato di aver mantenuto finora il riserbo, in esecuzione dell’ordine del giudice, e di essere intervenuto pubblicamente per tutelare la reputazione delle lavoratrici e dei lavoratori del teatro, della direzione e della governance. La Fondazione ha inoltre parlato del rischio di letture strumentali e fuorvianti della vicenda.

Il 5 gennaio 2026 Paola Donati si è autosospesa dall’incarico di direttrice della Fondazione. Al suo posto è stato nominato il vicedirettore Giacomo Giuntini. Donati ha spiegato di aver chiesto l’autosospensione, poi accettata dal Cda, per rafforzare la fiducia degli enti sostenitori e difendere la propria onorabilità personale e professionale nelle sedi competenti.

Il presidio di Bologna accompagnerà dunque l’udienza d’appello, mentre resta al centro del procedimento la ricostruzione dei fatti avvenuti durante il percorso formativo e la responsabilità riconosciuta in primo grado al regista e al teatro. Le associazioni promotrici hanno collegato la mobilitazione alla necessità di dare sostegno pubblico alle due attrici e di mantenere alta l’attenzione sulle dinamiche di potere nel mondo dello spettacolo.