Ravenna (RA)

Sicurezza a Ravenna, scontro tra FdI e Fusignani

Zaffagnini e Grandi replicano alle dichiarazioni dell’esponente repubblicano dopo il vandalismo al Famila.

Fratelli d’Italia attacca il vicesindaco di Ravenna Eugenio Fusignani sul tema della sicurezza in città. I consiglieri comunali Patrizia Zaffagnini e Nicola Grandi contestano la definizione di Ravenna come una realtà con criticità ma comunque sicura, sostenendo che il territorio sarebbe più fortunato che protetto da un efficace piano di prevenzione.

Il confronto sui dati e sui controlli

Secondo i due esponenti dell’opposizione, le dichiarazioni del vicesindaco dovrebbero essere accompagnate da maggiore prudenza, anche alla luce della classifica del Sole 24 Ore, che colloca la provincia di Ravenna al sedicesimo posto per incidenza dei reati denunciati. Un dato che, osservano Zaffagnini e Grandi, dovrebbe spingere l’amministrazione a ridurre l’autocompiacimento e ad assumersi maggiori responsabilità.

FdI richiama inoltre il fenomeno degli episodi che non vengono denunciati e quindi non entrano nelle statistiche ufficiali. La presenza di circa 300 telecamere installate sul territorio, sostengono i consiglieri, non sarebbe sufficiente a dimostrare una situazione di sicurezza, se non è accompagnata da controlli e interventi efficaci.

Il caso del supermercato

Nel mirino dei consiglieri finisce soprattutto l’invito di Fusignani a comprendere le ragioni del disagio giovanile. Zaffagnini e Grandi citano il caso del Famila, dove il 19 ottobre è stata sfondata a calci una porta a vetri, invitando il vicesindaco a confrontarsi con i dipendenti che hanno subito le conseguenze dell’episodio.

I rappresentanti di Fratelli d’Italia distinguono il diritto dei giovani a manifestare pacificamente dagli atti di vandalismo, ma sostengono che il disagio non possa diventare un alibi politico. A loro avviso servono prevenzione, controlli e responsabilità per chi danneggia beni e strutture. La critica si conclude con un richiamo alle difficoltà di chi deve sostenere i costi per riparare i danni.

Fusignani è tornato sul tema in una nota firmata come segretario del Partito repubblicano. Nel suo intervento ha sottolineato la necessità di non confondere il dissenso con il vandalismo e di comprendere le ragioni della mobilitazione giovanile, definita legata a istanze reali e al futuro della comunità. Il corteo dei ragazzi ravennati, ha ricordato, si è svolto pacificamente e senza disordini.

L’esponente repubblicano ha ribadito che manifestare e dissentire è un diritto garantito dalla Costituzione, riconoscendo al tempo stesso il lavoro delle forze dell’ordine nella tutela della sicurezza pubblica. Nel ragionamento ha richiamato anche Machiavelli e Mazzini, collegando educazione e istruzione alla formazione di cittadini consapevoli.