Un incontro riservato, almeno nelle intenzioni, che riapre le ipotesi sulle alleanze in vista delle prossime elezioni amministrative di Torino. I vertici locali e nazionali di Azione si sono riuniti a pranzo a Ozegna, nel Canavese, insieme all’ex rettore del Politecnico Guido Saracco. Al centro del confronto ci sarebbe stata la ricerca di una possibile alternativa ai due nomi oggi più discussi: il sindaco uscente Stefano Lo Russo e Maurizio Marrone, indicato come candidato più accreditato del centrodestra.
Il pranzo nel Canavese
L’appuntamento si è svolto al ristorante Monnalisa, ospiti dell’ex sindaco di Ozegna e consigliere regionale Sergio Bartoli, che è anche il principale riferimento di Azione in Piemonte e il proprietario del locale. Al tavolo, prima dell’inaugurazione della nuova sede del partito in via Testona, nel quartiere Lingotto, erano presenti il vicesegretario nazionale Ettore Rosato, la deputata Daniela Ruffino, la responsabile piemontese Cristina Peddis e Dario Basso, responsabile Enti locali del partito in Piemonte.
Tra gli invitati figurava anche Guido Saracco, il cui nome da mesi circola nei retroscena sulla futura sfida per Palazzo Civico e che sarebbe stato inserito anche in una rilevazione commissionata a Bidimedia. L’ex rettore, tuttavia, ha smentito di aver preso parte all’incontro. La riunione, secondo quanto ricostruito, si sarebbe comunque tenuta e avrebbe confermato l’esistenza di un confronto ancora aperto sulle possibili alleanze.
Il nodo delle alleanze
Azione continua infatti a muoversi su due piani. Da una parte c’è il percorso ufficiale nella coalizione di centrosinistra che sostiene Lo Russo, al quale resta vicino anche Basso. Dall’altra prende forma un’interlocuzione più informale, con contorni ancora incerti e interlocutori non resi pubblici. Il punto di partenza è la difficoltà di una parte del partito a riconoscersi pienamente nei due schieramenti oggi prospettati.
Lo Russo non convincerebbe tutti gli esponenti centristi, mentre Marrone viene considerato da alcuni ambienti moderati del centrodestra troppo ideologico e identitario. Il timore espresso negli ambienti del partito è che una candidatura di questo tipo possa restringere, anziché ampliare, il perimetro della coalizione. Da qui l’ipotesi di una terza via, ancora tutta da definire e legata anche alle scelte che Carlo Calenda assumerà a livello nazionale.
L’area moderata e riformista è già contesa dal centrosinistra, dove Matteo Renzi ha raggiunto a Torino un accordo con i Moderati a sostegno di Lo Russo. Azione deve quindi decidere se mantenere l’attuale collocazione, tentare una soluzione autonoma o cercare un’intesa diversa. All’interno del partito convivono due sensibilità: una più vicina al centrodestra, rappresentata anche da Ruffino e Osvaldo Napoli, e una orientata verso il centrosinistra, alla quale viene ricondotta Peddis. La decisione finale spetterà a Calenda.