Luciano Buonfiglio, 61 anni, è stato trovato morto nella notte in un parcheggio della zona industriale di San Zeno, ad Arezzo. L’uomo, nato a Milano e residente a Castiglion Fiorentino, presentava gravissime ferite alla testa, compatibili con colpi inferti con un oggetto contundente. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, ma per la vittima non c’era più nulla da fare.
La segnalazione e i primi accertamenti
La segnalazione è arrivata durante la notte. Buonfiglio si trovava nel piazzale di un ristorante, con evidenti tracce di sangue e lesioni alla testa. Il corpo era parzialmente all’interno di un’automobile, mentre il busto risultava riverso verso l’asfalto. Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori c’è quella di un’aggressione maturata al culmine di una lite.
La Squadra mobile della Questura di Arezzo, coordinata dal pm di turno Marco Dioni, ha avviato gli accertamenti insieme alla Polizia scientifica. Gli agenti hanno effettuato un lungo sopralluogo per raccogliere tracce biologiche e altri elementi utili a ricostruire la dinamica del delitto. Sono state inoltre analizzate le immagini dei sistemi di videosorveglianza e ascoltati alcuni testimoni.
Il fermo del sospettato
Gli accertamenti sulle ultime ore di vita della vittima hanno portato all’individuazione di un 29enne di origine sudamericana, ritenuto dagli investigatori l’esecutore materiale dell’omicidio. Il giovane è stato accompagnato in questura e sottoposto a fermo con l’accusa di omicidio all’alba, poche ore dopo il ritrovamento del corpo. Durante gli atti, l’uomo si è avvalso della facoltà di non rispondere.
Intorno alle 4 del mattino, dopo il nulla osta dell’autorità giudiziaria, la salma è stata trasferita all’obitorio dell’ospedale San Donato di Arezzo per una prima ricognizione medico-legale. Gli accertamenti dovranno chiarire la dinamica dell’aggressione, l’eventuale arma utilizzata e il movente.
Buonfiglio lavorava come consulente per un’azienda attiva nei settori dell’energia e delle comunicazioni. Era sposato, in seguito separato, e padre di tre figli. Chi lo conosceva lo descrive come una persona tranquilla, impegnata nella professione e nella vita familiare.
Il suo nome era noto anche a Castiglion Fiorentino per l’impegno civico svolto negli anni Duemila contro il progetto di una centrale a biomasse nell’area dell’ex zuccherificio. In quella mobilitazione aveva partecipato alle iniziative di cittadini contrari all’intervento, contribuendo al dibattito sviluppatosi sul territorio.