Il futuro della scuola Giuseppe Parini di Romagnano ha ora una prima forma. Il concorso di idee promosso dal Comune per individuare la soluzione architettonica da cui ripartire è stato vinto dall’architetta Veronica Maffi, il cui progetto ha ottenuto 74,995 punti. La cerimonia di premiazione si è svolta in municipio e ha visto riconoscere anche il secondo posto a Greta Viola e il terzo al gruppo dello studio Zelda Plus, rappresentato da Fabrizio Chella, Erica Calcione e Francesca Basile.
L’edificio scolastico era stato chiuso il 29 gennaio 2025, dopo che le verifiche tecniche avevano evidenziato problemi di vulnerabilità statica e sismica tali da non consentire di garantire la sicurezza di alunni e personale. A ripercorrere le tappe della vicenda è stato il sindaco Francesco Persiani, che ha ricordato come la tutela delle persone abbia imposto la sospensione delle attività nella struttura. Gli studenti erano stati trasferiti in altri plessi in appena tre giorni, così da assicurare la continuità delle lezioni.
Il Comune aveva valutato anche l’ipotesi di recuperare l’edificio esistente e aveva cercato possibili canali di finanziamento, senza però individuare una soluzione concreta e percorribile. Da qui la decisione di orientarsi verso una nuova costruzione. Il concorso chiedeva di progettare una struttura moderna e funzionale, capace al tempo stesso di inserirsi nel paesaggio e di essere utilizzata dalla comunità anche oltre l’orario delle lezioni.
Un edificio ispirato al paesaggio apuano
Il progetto vincitore è stato illustrato durante la cerimonia da Emanuele Loroni, collega di Maffi, assente per motivi familiari. La proposta nasce dallo studio del territorio e del paesaggio delle Apuane, con un’attenzione particolare alle cave di marmo. L’edificio è immaginato come un volume compatto, simile a un monolite da modellare: la sottrazione di materia genera patii, giardini, aperture e ambienti interni attraversati dalla luce.
Un ruolo centrale è riservato anche agli spazi esterni. Il disegno prevede una piazza e un’area di socializzazione destinata al quartiere, oltre a uno spazio di pertinenza scolastica per la didattica all’aperto, il gioco e le attività degli studenti. La struttura dovrebbe accogliere la scuola primaria e la secondaria di primo grado, trasformandosi anche in un presidio educativo aperto alla comunità, con iniziative e attività organizzate al di fuori dell’orario scolastico.
Il nodo delle risorse
Il prossimo passaggio sarà la redazione del progetto di fattibilità tecnico-economica, necessario per definire nel dettaglio l’intervento. Le stime illustrate durante la premiazione indicano circa 6,7 milioni di euro per i lavori e un investimento complessivo che potrebbe avvicinarsi ai 9 milioni, includendo la progettazione e le spese accessorie.
Per trasformare l’idea in un’opera sarà quindi necessario individuare le risorse, attraverso un lavoro con la Regione e la ricerca di opportunità di finanziamento ministeriali, nazionali ed eventualmente europee. Per Romagnano, la nuova Parini rappresenta l’occasione di restituire al quartiere non soltanto una scuola, ma anche un luogo di incontro e di comunità dopo la chiusura dell’edificio e il periodo di incertezza che ne è seguito.