Orio al Serio (BG)

Tre dottoresse in sette mesi: a Orio pesa la continuità

Il sindaco segnala le difficoltà per gli anziani dopo il pensionamento del medico storico.

La sanità di base di Orio al Serio si trova a fare i conti con una continua alternanza. Dopo il pensionamento dell’unico medico di famiglia del paese, dal mese di marzo si sono avvicendate tre dottoresse, tutte neolaureate e di età compresa tra i 26 e i 28 anni. Prima è arrivata Dea Xheladini, originaria dell’Albania; poi Shiana Stanley Ravindrakumar, indiana, e infine Xiang Huang, cinese.

Le prime due professioniste hanno lasciato l’incarico per proseguire il percorso di specializzazione. La terza dottoressa, secondo quanto riferito dal sindaco Alessandro Colletta, sarebbe invece interessata a restare, anche se non ha ancora ottenuto una posizione stabile. Il paese, che per decenni ha avuto un solo medico di famiglia, si è così trovato a passare rapidamente da una presenza consolidata a una successione di sostituzioni.

Il rapporto con i pazienti

Fino al 28 febbraio l’assistenza era affidata al dottor Antonio Michelino Terranova, medico di famiglia dal 1988. Il professionista, originario della Sicilia e da molti anni residente a Bergamo, seguiva circa 1.500 pazienti e aveva continuato a garantire la propria disponibilità anche durante l’emergenza Covid. Prima del pensionamento gli era stata conferita la cittadinanza onoraria del Comune.

Il problema più delicato riguarda soprattutto gli anziani, costretti a ricominciare ogni volta il rapporto con un nuovo medico e a ricostruire la propria storia clinica. «Devono raccontare gli acciacchi», osserva Colletta, sottolineando il valore della fiducia che si costruisce nel tempo tra paziente e medico di base. Alcuni assistiti si erano affezionati alle dottoresse Xheladini e Ravindrakumar, come dimostrano anche i ritratti realizzati da una paziente per salutarle.

La carenza di professionisti

Non è possibile stabilire, sulla base dei dati disponibili, se la situazione di Orio al Serio sia isolata o rifletta una tendenza più ampia nella provincia di Bergamo. La carenza di medici, tuttavia, rende sempre più necessario il ricorso a professionisti formati all’estero. Il presidente dell’Ordine dei Medici di Bergamo, Guido Marinoni, ricorda che per diventare medici di famiglia occorre superare un concorso, sostenere le prove in lingua italiana e affrontare una preparazione specifica.

Un’altra difficoltà riguarda la prescrizione dei farmaci. Un medico che non conosce ancora il paziente può avere maggiori cautele nel valutare la richiesta di alcune ricette, anche per il rischio di truffe. Durante il periodo in cui l’ambulatorio è rimasto completamente scoperto, gli assistiti si sono rivolti alla Casa di Comunità di Borgo Palazzo, a Bergamo, dove venivano visitati da professionisti diversi.

Grazie alla collaborazione con l’Ats, è stato comunque possibile organizzare la presenza in paese, quando disponibile, di uno stesso medico per due mattine alla settimana. La soluzione ha consentito di limitare la ripetizione della storia clinica. Il sindaco racconta di vivere direttamente il problema: anche lui e la sua famiglia, compresa la madre, sono rimasti senza un medico assegnato. La speranza è ora che la dottoressa Huang possa fermarsi, evitando un nuovo passaggio per i pazienti.