Le bollette dell’acqua aumenteranno nei Comuni della provincia di Ancona. L’Assemblea dell’Ambito Territoriale Ottimale 2 Marche Centro Ancona ha approvato l’aggiornamento dello schema regolatorio per il periodo 2026-2029, applicando il metodo tariffario stabilito da Arera. Il provvedimento è stato votato quasi all’unanimità dai sindaci presenti e definisce gli adeguamenti delle tariffe del servizio idrico integrato anche in prospettiva, fino alla scadenza della concessione prevista nel 2033.
Gli aumenti previsti
Il piano stabilisce un incremento del 7% all’anno per il 2026, il 2027 e il 2028. Dal 2029, invece, la crescita prevista sarà più contenuta e pari al 2% annuo, con effetti che proseguiranno fino al termine della concessione. Gli aumenti saranno applicati alle utenze dei Comuni serviti nell’ambito territoriale di riferimento.
Per comprendere l’impatto della misura, l’assemblea ha considerato il caso di una famiglia che, prima dell’adeguamento, pagava 250 euro all’anno. Nel 2026 la spesa salirebbe a circa 267,50 euro. Nel 2027, con un ulteriore aumento del 7% calcolato sulla tariffa già rivalutata, arriverebbe a 286,23 euro. Nel 2028 raggiungerebbe quota 306,26 euro, con un esborso superiore di oltre 56 euro rispetto alla spesa iniziale.
Dal 2029 l’incremento dovrebbe stabilizzarsi al 2% annuo: la simulazione indica una bolletta di 312,39 euro nel 2029, di circa 318,63 euro nel 2030, di 325,01 euro nel 2031 e di 331,51 euro nel 2032. Nel 2033 la spesa supererebbe i 338 euro annui.
Investimenti sulla rete
I vertici dell’Aato 2 hanno motivato l’adeguamento con la necessità di mantenere l’equilibrio economico-finanziario della gestione affidata a Viva Servizi e di sostenere il programma di investimenti. Il piano prevede interventi per 215 milioni di euro nel periodo 2024-2029 e per complessivi 320 milioni fino al 2033.
Le risorse sono destinate all’ottimizzazione degli interventi sulla rete, all’efficientamento delle infrastrutture e al rafforzamento della capacità del sistema di fronte alle criticità climatiche. Secondo quanto illustrato dal presidente Maurizio Grilli e dal direttore Massimiliano Cenerini, il fabbisogno equivale a circa 100 euro per abitante ogni anno.
La spesa, salvo l’eventuale arrivo di fondi statali o europei in grado di ridurre l’impatto sulle utenze, sarà quindi coperta anche attraverso le tariffe. I Comuni hanno approvato il piano considerando il bilanciamento tra fascia costiera ed entroterra e la necessità di garantire la tenuta delle reti sull’intero territorio dell’ambito.