Nazionale

Sequestrati in Toscana 465 quintali di olio non extravergine

Due partite destinate anche all’estero sono state bloccate dopo verifiche sulla qualità e sulla provenienza

Oltre 465 quintali di olio commercializzato come extravergine, ma risultato non conforme, sono stati sequestrati in Toscana durante l’ultima settimana di ottobre. Le operazioni sono state condotte dagli ispettori dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari, l’Icqrf, nell’ambito delle attività di vigilanza sul settore oleario.

Il controllo del laboratorio di Perugia

Il sequestro più consistente ha riguardato 300 quintali di olio di origine estera, già pronti per essere esportati fuori dall’Europa. Il prodotto era presentato come olio extravergine di oliva, ma gli accertamenti eseguiti dal laboratorio Icqrf di Perugia hanno evidenziato caratteristiche incompatibili con la categoria indicata in etichetta.

In particolare, l’olio non ha superato la prova organolettica, l’esame previsto per verificare le caratteristiche sensoriali del prodotto. Al termine degli accertamenti, la partita è stata classificata come olio vergine di oliva e non come extravergine. L’intervento è stato realizzato dagli ispettori dell’Icqrf in collaborazione con l’Agenzia delle Dogane, che ha partecipato alle verifiche sulla merce destinata all’esportazione.

La seconda partita bloccata

A pochi giorni di distanza, gli stessi ispettori avevano individuato e sequestrato un’altra partita, composta da 165 quintali di olio commercializzato come extravergine. In questo caso, il prodotto è risultato privo di tracciabilità ed era stato ottenuto da scarti di lavorazione. Le due operazioni hanno così portato al blocco complessivo di 465 quintali di prodotto.

Gli accertamenti rientrano nel rafforzamento dei controlli contro le frodi nel comparto oleario. Il sistema di verifica dell’Icqrf prevede ispezioni nelle aziende, controlli sulla tracciabilità, prelievi di campioni e successive analisi di laboratorio. L’obiettivo è confrontare le caratteristiche effettive dell’olio con la classificazione dichiarata al momento della commercializzazione, verificando anche l’origine e la regolarità della filiera.

Commentando l’esito delle operazioni, il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha sottolineato che chi prova a vendere come extravergine un prodotto di categoria diversa deve fare i conti con controlli costanti e mirati. Secondo il ministro, le verifiche servono a tutelare i consumatori e i produttori che rispettano le regole, contrastando pratiche commerciali scorrette e possibili danni alla reputazione della produzione agroalimentare italiana.