Un sabato mattina oltre 700 persone hanno scelto di visitare il termovalorizzatore del Gerbido, in via Gorini 50, al confine tra Torino e Grugliasco. L’impianto, gestito dalla società Trm del Gruppo Iren, ha aperto le porte al pubblico con visite guidate gratuite e su prenotazione. Tra i partecipanti c’erano famiglie con bambini, pensionati, lavoratori dell’hinterland e cittadini interessati a conoscere il percorso dei rifiuti dopo la raccolta.
Il percorso dentro l’impianto
All’ingresso i visitatori hanno ricevuto le pettorine dai dipendenti del Gruppo Iren e sono stati accompagnati nelle diverse aree della struttura. La visita ha permesso di osservare i camion mentre scaricano i rifiuti nella fossa, che ha una capacità di 18 mila metri cubi, e le benne a polipo utilizzate per trasferire fino a otto tonnellate di materiale alla volta nelle caldaie.
All’interno dei forni i rifiuti vengono trattati a una temperatura di circa 1.200 gradi. Secondo quanto spiegato durante il tour, il processo consente di trasformare il calore prodotto dalla combustione in energia. L’impianto brucia ogni anno circa 550 mila tonnellate di rifiuti. La fossa di conferimento si trova in depressione rispetto al piano di campagna, una caratteristica che contribuisce a evitare la fuoriuscita degli odori verso l’esterno.
Curiosità, dubbi e motivi educativi
Tra i visitatori c’erano Stefano Buri e Valentina Capucci, da poco in pensione, arrivati per vedere direttamente il processo di trasformazione dei rifiuti dopo averne sentito parlare dalla figlia, insegnante. Con loro anche Roberta Rubino, che ha partecipato alla visita partendo da una posizione critica sull’impianto, soprattutto per i possibili effetti sull’inquinamento e per l’ipotesi di un ampliamento.
La società Trm prevede infatti una quarta linea entro il 2032. Durante la visita, il presidente Alessandro Battaglino ha spiegato che il termovalorizzatore potrebbe ricevere rifiuti provenienti da tutto il Piemonte in base agli obblighi previsti dalla legge. Ha inoltre indicato i dati sulla produzione energetica: il sistema consentirebbe di risparmiare l’equivalente di 74 mila tonnellate di petrolio all’anno, riscaldare 11 mila abitazioni durante l’inverno e produrre energia pari al fabbisogno di 163 mila famiglie.
Il percorso è stato seguito anche da Giorgio Nicosia e Kendra Sjostedt, accompagnati dai loro quattro figli. Per la famiglia, l’obiettivo era spiegare ai bambini come vengono gestiti i rifiuti e l’importanza di non abbandonare cartacce e altri materiali per strada. Alla fine delle circa tre ore di visita, anche Edoardo, 84 anni, ha lasciato la struttura soddisfatto. L’iniziativa ha riunito curiosi, sostenitori e scettici in un luogo normalmente osservato dall’esterno, anche da chi percorre ogni giorno la tangenziale e riconosce la torre dell’impianto nel paesaggio torinese.