La Commissione Territorio e Ambiente del Consiglio regionale toscano ha approvato all’unanimità una mozione dedicata agli interventi strutturali per contrastare l’erosione del litorale. Il documento, presieduto da Gianni Lorenzetti, consigliere del Partito democratico, impegna la Giunta regionale a considerare il nuovo Masterplan della costa 2026 come una priorità nella programmazione economica e finanziaria.
La proposta era stata presentata dai consiglieri di minoranza con un’attenzione iniziale rivolta soprattutto alla situazione della Maremma. Nel corso dell’esame in Commissione, il testo è stato ampliato fino a comprendere l’intero territorio costiero regionale. L’obiettivo indicato è individuare risorse adeguate per realizzare le opere previste e attivare, nel prossimo ciclo di programmazione 2028-2034, anche i finanziamenti europei disponibili.
Le risorse previste dal piano
Il Masterplan stima per i prossimi 15-20 anni un fabbisogno complessivo di circa 547,7 milioni di euro. Nei primi dieci anni la previsione di spesa è pari a circa 166 milioni: oltre 134 milioni sarebbero destinati agli interventi strutturali, mentre circa 28,4 milioni riguarderebbero le attività di ripristino e rimodellamento stagionale delle spiagge. A queste cifre si aggiungono circa 77 milioni di euro già finanziati per interventi coerenti con l’impostazione del piano.
La mozione chiede inoltre alla Regione di avviare un confronto con il Governo nazionale per condividere i canali di finanziamento e di riconoscere una priorità alle aree maggiormente esposte al fenomeno erosivo. La scelta, secondo quanto riferito da Lorenzetti, punta a superare una gestione limitata alle emergenze e a costruire una programmazione pluriennale degli interventi lungo il litorale toscano.
Il caso della costa apuana
Per la costa apuana, il consigliere regionale ha richiamato il recente recepimento della proposta metodologica sui valori chimici locali dei sedimenti del litorale toscano. Il passaggio potrebbe consentire, dopo le necessarie verifiche tecniche e ambientali, di valutare il riutilizzo dei materiali derivanti dai dragaggi del porto di Marina di Carrara.
Il materiale potrebbe essere impiegato per il ripascimento delle spiagge e per il contrasto all’erosione, trasformando una necessità legata alla manutenzione portuale in una possibile risorsa per la tutela del litorale. Restano da completare gli accertamenti previsti, mentre la Commissione ha posto le basi politiche per collegare la gestione dei sedimenti, la difesa della costa e la programmazione degli investimenti regionali.