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Pensioni, Fornero critica l’uscita a 64 anni con 36 di contributi

La proposta sostenuta dalla Lega resta da definire e potrebbe ridurre l’assegno per chi anticipa il ritiro

La possibilità di lasciare il lavoro a 64 anni con 36 anni di contributi è al centro delle critiche di Elsa Fornero, economista ed ex ministro alla quale è legata la riforma previdenziale del 2011. Il progetto, inserito nella Legge di Bilancio e sostenuto soprattutto dalla Lega, punta a introdurre una nuova forma di flessibilità per l’accesso al trattamento pensionistico.

La manovra prevede un fondo da 850 milioni di euro destinato alla flessibilità in uscita. L’obiettivo indicato dalla Lega è consentire il pensionamento anticipato con 64 anni di età e 36 anni di versamenti, riproponendo una formula in parte simile alla precedente Quota 100. Le modalità operative, tuttavia, non sono ancora definite e dovranno essere stabilite nel corso dell’iter del provvedimento.

Le critiche sulla durata della misura

Secondo Fornero, il nodo principale riguarda il fatto che l’intervento non rappresenterebbe una modifica strutturale del sistema previdenziale, ma una soluzione limitata nel tempo. Una misura temporanea, nella sua valutazione, non risolverebbe le questioni di fondo legate all’accesso flessibile alla pensione e potrebbe creare nuove disparità tra lavoratori.

Un altro punto riguarda l’importo dell’assegno. L’eventuale applicazione del calcolo interamente contributivo potrebbe determinare una pensione sensibilmente più bassa per chi decidesse di anticipare l’uscita dal lavoro. Per chi conserva una parte del trattamento calcolata con il sistema retributivo, la scelta potrebbe comportare anche la rinuncia a quella componente.

Il nodo della rivalutazione

L’ex ministro contesta inoltre l’ipotesi di finanziare una parte della nuova flessibilità attraverso una minore rivalutazione degli assegni medio-alti. Fornero ha ricordato che i pensionati hanno già affrontato, negli anni precedenti, limitazioni all’indicizzazione dei trattamenti, rendendo controversa l’idea di utilizzare nuovamente questo strumento per sostenere la misura.

Il confronto politico e tecnico proseguirà durante l’esame della manovra. Il fondo è stato previsto, ma sarà la disciplina attuativa a chiarire chi potrà effettivamente accedere al pensionamento a 64 anni, quali requisiti contributivi saranno richiesti e quale eventuale riduzione dell’assegno accompagnerà l’uscita anticipata.