Nazionale

Due indagati a Cagliari per l’istigazione alla violenza

La Digos ha perquisito persone maggiorenni nel quadro di 60 interventi distribuiti lungo la penisola

Due persone maggiorenni residenti nella provincia di Cagliari sono al centro di un’attività investigativa della Digos nell’ambito di una più ampia operazione nazionale. Gli accertamenti riguardano la presunta diffusione, attraverso social network, chat e altre piattaforme online, di messaggi ritenuti riconducibili a incitamenti alla violenza durante recenti manifestazioni di piazza.

Le ipotesi di reato prese in considerazione dagli investigatori comprendono apologia e istigazione alla violenza contro le forze dell’ordine, resistenza, devastazione e saccheggio. Si tratta, allo stato, di contestazioni oggetto di accertamento e non di responsabilità definitivamente riconosciute.

Gli accertamenti della Digos

L’attività è stata condotta dalla Digos in collaborazione con la polizia postale. Nel territorio cagliaritano sono state eseguite perquisizioni nei confronti dei due soggetti, ritenuti dagli inquirenti potenzialmente collegati alla diffusione dei contenuti finiti sotto esame.

Uno dei due è italiano di seconda generazione, figlio di un padre libico e di una madre tunisina. Il dato è riportato nel quadro dell’identificazione delle persone coinvolte nell’inchiesta, mentre gli investigatori stanno verificando il ruolo ricoperto da ciascuno e l’eventuale responsabilità nella pubblicazione o nella condivisione dei messaggi.

Operazione in 23 città

L’operazione ha interessato complessivamente 60 perquisizioni in 23 città italiane. L’obiettivo è individuare gli autori di contenuti online considerati appelli o istigazioni a compiere azioni violente in occasione delle proteste.

Gli accertamenti dovranno ora ricostruire la natura dei materiali diffusi, la loro eventuale connessione con le condotte contestate durante le manifestazioni e i possibili collegamenti tra gli utenti coinvolti. L’inchiesta punta quindi a chiarire se i messaggi abbiano avuto una funzione di incitamento concreto alla violenza e se esistano ulteriori responsabilità oltre a quelle già individuate nel corso delle perquisizioni.