Nazionale

Manovra 2027, pensioni anticipate e Irpef: cosa cambia

Previsti 850 milioni, agevolazioni per under 35 e nuove soglie per autonomi e partite Iva

La Manovra 2027 prevede un fondo da 850 milioni di euro per rendere più flessibile l’uscita dal lavoro, una riduzione dell’Irpef per una parte del ceto medio e un insieme di agevolazioni rivolte ai giovani. Il provvedimento dovrà ora affrontare l’esame del Parlamento, durante il quale le singole misure potranno essere modificate o precisate.

Pensioni e fisco

La quota più consistente delle risorse è destinata alla previdenza. Il Governo ha stanziato 850 milioni per finanziare interventi sulla flessibilità in uscita. La Lega punta a utilizzare il fondo per consentire il pensionamento a 64 anni con 36 anni di contributi, estendendo il meccanismo anche ai lavoratori con versamenti precedenti al 1996.

Secondo l’impostazione indicata, l’assegno sarebbe calcolato con il metodo contributivo. Tuttavia, la formula non costituisce ancora una nuova Quota 100 operativa. Restano infatti da definire, nel corso del percorso parlamentare o attraverso successivi provvedimenti normativi, i requisiti effettivi, la platea dei beneficiari e le condizioni per accedere al pensionamento anticipato.

Sul fronte fiscale, la riduzione dell’aliquota Irpef riguarderà i redditi fino a 55mila euro. Il beneficio sarà crescente per i contribuenti che rientrano nella fascia interessata dalla modifica. L’intervento risulta più limitato rispetto all’ipotesi iniziale, che prevedeva di estendere la misura fino a 60mila euro.

Giovani, autonomi e rinnovi contrattuali

Un altro capitolo del provvedimento riguarda i giovani. Sono previste somme riconosciute ai lavoratori più giovani con tassazione agevolata all’1% e incentivi fiscali sugli affitti destinati agli under 35. Le misure non configurano una flat tax generalizzata: le agevolazioni si applicano infatti a specifiche componenti di reddito e a determinati contratti.

Per lavoratori autonomi e titolari di partita Iva viene inoltre ampliato il regime forfettario. La soglia dei ricavi salirebbe dagli attuali 85mila a 100mila euro. Per estendere anche l’esenzione Iva oltre il limite attuale sarà però necessaria l’autorizzazione europea, condizione che potrebbe incidere sull’attuazione della misura.

È confermata anche la tassazione agevolata al 5% sugli aumenti derivanti dai rinnovi contrattuali. La Manovra entra ora nella fase parlamentare: il fondo previdenziale è già previsto, mentre restano da stabilire le modalità concrete di accesso al pensionamento anticipato e gli altri dettagli applicativi delle agevolazioni fiscali.