Prato (PO)

Palagiustizia, lavori in corso: servono altri 5-6 milioni

Interventi già eseguiti e nuove opere programmate: il risanamento dell’immobile dovrebbe concludersi entro il 2030.

Una svolta rispetto al passato, ma il risanamento del Palazzo di Giustizia non è ancora concluso. È il quadro tracciato dal procuratore Luca Tescaroli dopo gli interventi avviati per affrontare le criticità strutturali e impiantistiche dell’immobile di viale della Repubblica. La procura ricorda che la situazione attuale è il risultato di un degrado maturato, secondo la stessa ricostruzione, dopo anni di mancati interventi.

Il precedente più grave risale al blackout che, a fine novembre di due anni fa, paralizzò il palazzo. Un roditore entrato nella cabina elettrica provocò un cortocircuito, mettendo fuori uso sia l’impianto elettrico sia il generatore d’emergenza. In quell’occasione Tescaroli e l’allora presidente del tribunale Lucia Schiaretti segnalarono la precarietà delle condizioni sanitarie e l’impossibilità di esercitare regolarmente il potere giudiziario.

Gli interventi già completati

Ad aprile 2025 la procura aveva inviato una lettera al ministro della Giustizia Carlo Nordio, chiedendo lavori urgenti o, in alternativa, la chiusura della struttura e il trasferimento degli uffici. In seguito, il Provveditorato interregionale e il ministero della Giustizia hanno finanziato un primo pacchetto di opere per 3,6 milioni di euro.

Tra gli interventi eseguiti figurano l’integrazione dei sistemi di rilevazione dei fumi e degli allarmi sonori, la messa in sicurezza delle vie di fuga esterne, una prima impermeabilizzazione degli archivi interrati e il risanamento delle autorimesse. Sono stati inoltre ripristinati l’impermeabilizzazione della copertura piana sopra i locali della procura e i rivestimenti e le pavimentazioni di scale e atri. Completano il quadro la ristrutturazione del centro intercettazioni e la sostituzione della porta d’ingresso principale.

Il cronoprogramma fino al 2030

Il programma non è però terminato. Sono in corso ulteriori interventi urgenti, già finanziati dal ministero, che dovrebbero essere completati entro la metà di agosto 2027. Le opere riguardano la centrale termica, l’autorimessa, il gruppo elettrogeno e la messa in sicurezza degli archivi.

Il cronoprogramma è stato aggiornato con uno stanziamento aggiuntivo di 3,5 milioni di euro destinato ai percorsi di esodo interno, alla prevenzione incendi, all’efficientamento energetico e all’impermeabilizzazione e coibentazione delle coperture e dei locali seminterrati. Restano tuttavia da affrontare, entro il 2030, il rifacimento del controsoffitto e degli impianti di climatizzazione ed elettrico, oltre alle criticità di infissi, porte e ascensori. Per completare il risanamento e ottenere la Scia antincendio serviranno altri 5-6 milioni di euro, che il ministero dovrà finanziare.