Aosta (AO)

Ad Aosta la nuova sfida di Gianfranco Cimberio: tornare autonomo

L’ex campione valdostano affronta riabilitazione e spese per recuperare libertà di movimento

Gianfranco Cimberio, 74 anni, ha trascorso una vita tra motori, neve e biciclette, conquistando titoli e trofei. Oggi il suo obiettivo è molto diverso: riuscire ad andare da solo al bar, comprare il pane e rientrare a casa senza dipendere continuamente dall’aiuto degli altri.

L’ex campione valdostano è tornato da circa un mese nella sua abitazione di Aosta, dopo quasi due anni trascorsi tra ospedali e centri di riabilitazione. Il percorso, però, è ancora lungo e comporta costi elevati per le cure, gli esercizi, i medicinali e l’adeguamento della casa. Per sostenerlo, un amico ha avviato una raccolta fondi sulla piattaforma GoFundMe.

Dai titoli sportivi al grave infortunio

Cimberio ha iniziato a gareggiare nel motocross a 14 anni, disciplina praticata per circa trent’anni e nella quale ha conquistato per due volte il titolo italiano. Per altri undici anni ha gareggiato con le motoslitte, vincendo due campionati nazionali e ottenendo nove secondi posti. In seguito è passato al ciclismo, continuando a ottenere vittorie e titoli di categoria in Piemonte, Liguria e Triveneto.

La sua vita è cambiata il 3 novembre 2024, durante un’uscita in mountain bike nel vallone di Senevé, tra Nus e Quart. Cimberio è precipitato in uno strapiombo e ha riportato gravissime lesioni alla schiena, tra cui la frattura di sette vertebre. Operato d’urgenza, è stato trasferito dall’ospedale Parini di Aosta all’Istituto di riabilitazione Montecatone di Imola e, successivamente, alla RSA di Variney. Nel complesso, ha affrontato circa 22 mesi di ricoveri e riabilitazione prima di poter rientrare nella propria abitazione.

La riabilitazione e il desiderio di autonomia

Il ritorno a casa è una tappa importante, ma non coincide con la fine delle difficoltà. Dopo infezioni, piaghe e lunghi periodi trascorsi a letto, Cimberio deve recuperare la forza muscolare, soprattutto nelle braccia. Attualmente frequenta la palestra tre volte alla settimana e nei prossimi mesi dovrà affrontare trasferte mensili a Milano, per 18 mesi, per sottoporsi a trattamenti con cellule staminali.

Alle spese sanitarie si aggiungono i costi necessari per rendere gli ambienti domestici accessibili. «Le cure sono chiaramente a pagamento, ma sono necessarie se voglio riuscire a migliorare», spiega Cimberio. L’obiettivo è costruire una nuova quotidianità più autonoma e dignitosa, nonostante la fatica di un percorso che, dopo quasi due anni, appare ancora lontano dalla conclusione.

«Spero di riuscire presto ad andare al bar, raggiungere la panetteria da solo e tornare a vivere», racconta. Il traguardo immediato è riuscire a muoversi in carrozzina con maggiore indipendenza, mentre lo sguardo resta rivolto anche allo sport. Cimberio sogna infatti di tornare a pedalare con una handbike, la bicicletta azionata con la forza delle braccia.

Durante la permanenza a Montecatone ha occupato lo stesso letto che era stato utilizzato da Alex Zanardi, riferimento dello sport paralimpico. Un ricordo che, spiega, gli ha dato ulteriore motivazione. Dopo una vita dedicata a gare e competizioni, la sua nuova sfida non è più conquistare un podio, ma recuperare la libertà di uscire di casa e tornare, per quanto possibile, alla passione per lo sport.