Sarà attivata il 10 novembre la nuova galleria ferroviaria di via Bologna, a Ferrara. L’annuncio è stato dato dall’assessora regionale alla Mobilità e ai Trasporti Irene Priolo durante un incontro pubblico organizzato dal Partito Democratico all’Hotel Duca d’Este, dedicato all’interramento della ferrovia e alle prospettive della mobilità cittadina.
Prima dell’apertura sarà necessaria un’ultima sospensione della circolazione ferroviaria, prevista dal 6 al 10 novembre per consentire la conclusione dei lavori. Secondo quanto riferito da Priolo, saranno predisposti servizi sostitutivi su gomma per garantire gli spostamenti di studenti e lavoratori. Le modalità operative saranno comunicate nei prossimi giorni.
Un tunnel lungo 850 metri
L’opera ha richiesto un investimento di oltre 66 milioni di euro e comprende una galleria di circa 850 metri. Il nuovo tracciato consentirà di eliminare i passaggi a livello di via Bologna e via Boldrini, superando la separazione tra quartieri che per anni ha condizionato la viabilità della città.
Il primo collegamento a utilizzare il tunnel sarà la linea Ferrara-Ravenna. In una fase successiva vi transiteranno anche i convogli della Ferrara-Codigoro, attualmente interessata dai lavori di elettrificazione. Il progetto prevede inoltre due nuove fermate ferroviarie, in via del Bove e in piazzale Camicie Rosse, che entreranno in funzione dopo la riattivazione della linea diretta verso Codigoro.
La seconda fase e il collegamento con i Lidi
Il programma non si esaurisce con l’apertura della galleria. È prevista una seconda fase, finanziata con circa 12 milioni di euro, per realizzare una bretella ferroviaria destinata al trasporto merci. Il collegamento dovrebbe unire direttamente la direttrice di Ravenna con quella di Suzzara, evitando il passaggio dei convogli merci dalla stazione di Ferrara e rendendo più agevole la connessione tra il porto ravennate e il Brennero.
Durante l’incontro è stato affrontato anche il possibile collegamento ferroviario tra Ferrara, Comacchio e i Lidi. Priolo ha spiegato che l’ipotesi resta al momento difficilmente realizzabile per ragioni economiche: i soli costi dell’infrastruttura supererebbero 400 milioni di euro, ai quali si aggiungerebbero l’acquisto dei treni e le spese di gestione.
Le stime richiamate dall’assessora indicano, anche nel periodo estivo, una domanda potenziale di circa 1.800-2.000 passeggeri al giorno, ritenuta insufficiente a giustificare l’investimento. Per questa ragione, il servizio di autobus già esistente viene indicato come la soluzione più sostenibile nell’attesa di eventuali nuove valutazioni.
Nel confronto si è parlato infine delle risorse per le infrastrutture. Priolo ha criticato le scelte del Governo e ha richiamato la situazione del contratto di programma con Rfi, nel quale, secondo quanto riferito, figurerebbero opere non ancora realizzate per oltre 10 miliardi di euro nella sola Emilia-Romagna. La Regione intende comunque proseguire nella programmazione dei collegamenti, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo di Ferrara tra il porto di Ravenna e il Brennero.