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Sanac, a Massa Usb contesta la riconversione degli stabilimenti

Il sindacato chiede chiarimenti al ministero e difende la produzione di refrattari nei quattro impianti del gruppo.

Il sindacato Usb e una parte dei lavoratori di Sanac chiedono chiarezza sul futuro della fabbrica di Massa e degli altri stabilimenti del gruppo. La posizione arriva dopo le notizie sulla cosiddetta fumata bianca del Ministero delle Imprese e del Made in Italy nella vertenza che riguarda l’azienda, vicenda sulla quale il deputato di Fratelli d’Italia Alessandro Amorese aveva parlato di un risultato positivo.

Per l’Usb, tuttavia, l’esito annunciato non consente ancora di guardare al futuro con tranquillità. Il sindacato sostiene di aver appreso dai giornali che l’operazione potrebbe procedere separando i tre stabilimenti presenti sul continente da quello in Sardegna. Una prospettiva che, secondo la rappresentanza dei lavoratori, andrebbe nella direzione di uno spezzatino del gruppo, mentre la documentazione esaminata ai tavoli ministeriali indicherebbe una compravendita riferita a tutti e quattro gli impianti e la volontà dei commissari di mantenere Sanac unita.

Il nodo della riconversione

La contestazione riguarda anche il futuro produttivo dell’azienda. L’Usb riferisce che sarebbe stata resa ufficiale la volontà di riconvertire la produzione di Sanac. Un’ipotesi che, secondo il sindacato, non coinciderebbe con quanto illustrato durante la convocazione al ministero del mese scorso. Nel piano industriale presentato in quella sede, sostiene la rappresentanza, era indicata in modo chiaro la prosecuzione della produzione di materiali refrattari.

La diversa impostazione viene considerata dall’Usb un rischio per l’intero comparto siderurgico italiano. Il sindacato ritiene infatti che gli stabilimenti Sanac abbiano un ruolo strategico perché forniscono prodotti necessari alla produzione dell’acciaio. In questa prospettiva, la crisi dell’Ilva e l’eventuale ridimensionamento delle attività di Sanac potrebbero indebolire ulteriormente una filiera nazionale già in difficoltà, aumentando la dipendenza delle imprese italiane dalle forniture provenienti dall’estero.

La richiesta di un nuovo confronto

Per questo motivo l’Usb chiede di essere ricevuta rapidamente dal ministero, così da ottenere chiarimenti sull’operazione e conoscere il nuovo piano industriale. La richiesta riguarda sia l’assetto proprietario dei quattro impianti sia le prospettive occupazionali e produttive dello stabilimento di Massa. Il sindacato ricorda inoltre di aver avanzato, anche in occasione del tavolo regionale, possibili alternative alla riconversione, con l’obiettivo di mantenere la vocazione originaria dei siti.

Secondo la rappresentanza di base, il piano dovrà comunque essere sottoposto ai lavoratori. La decisione finale sul futuro degli stabilimenti, sostiene l’Usb, spetterà infatti anche a chi opera negli impianti e sarà chiamato a valutare le conseguenze del progetto industriale. Il confronto con il ministero viene quindi indicato come il passaggio necessario per chiarire il destino della fabbrica massese e dell’intero gruppo Sanac.