Umbria

Scontro in Umbria sui canoni dell’idroelettrico

La minoranza attribuisce alla precedente giunta la legge che può liberare 30 milioni dopo la decisione favorevole all’ente regionale

La sentenza che ha respinto il ricorso di Enel Produzione e confermato la legittimità dei canoni sulle grandi derivazioni idroelettriche apre la strada allo sblocco di circa 30 milioni di euro per l’Umbria. Sul risultato, tuttavia, si è aperto uno scontro politico tra la maggioranza e l’opposizione in Consiglio regionale.

La contestazione della minoranza

I consiglieri di opposizione contestano all’assessore De Luca di aver rivendicato un risultato che, secondo la loro ricostruzione, sarebbe frutto del lavoro della precedente amministrazione di centrodestra guidata da Donatella Tesei. La posizione è stata espressa in una nota firmata da Enrico Melasecche, Donatella Tesei, Paola Agabiti, Eleonora Pace, Matteo Giartombartolomei, Andrea Romizi, Laura Pernazza e Nilo Arcudi.

Nel comunicato, i consiglieri definiscono grottesco e politicamente vergognoso il tentativo dell’assessore di attribuirsi il merito della vicenda. Al centro della loro ricostruzione c’è la legge regionale numero 1 del 2023, approvata durante la giunta Tesei, che ha introdotto un nuovo sistema di canoni e obblighi per i concessionari delle grandi derivazioni idroelettriche.

La normativa prevede anche la monetizzazione dell’energia da destinare alla collettività. Secondo l’opposizione, inoltre, le deliberazioni adottate nel 2024 e finite al centro del contenzioso con Enel Produzione furono approvate dalla precedente amministrazione. Per questo, i consiglieri sostengono che De Luca non abbia scritto né approvato la legge e non abbia avviato il percorso politico e amministrativo alla base del provvedimento.

Il contenzioso sui canoni

Il ricorso presentato da Enel Produzione aveva bloccato la riscossione secondo il nuovo regime, in attesa della decisione del Tribunale superiore delle acque pubbliche. La sentenza ha ora dato ragione alla Regione, confermando la legittimità dei canoni sulle grandi derivazioni e consentendo di procedere verso lo sblocco delle risorse.

La minoranza rivendica quindi la scelta compiuta dalla giunta Tesei di chiedere ai concessionari un ritorno economico per lo sfruttamento di una risorsa pubblica come l’acqua. Nel comunicato, i consiglieri accusano anche l’attuale maggioranza di non aver individuato nuove risorse e di aver scelto invece di aumentare le tasse a carico di cittadini e imprese.

La conclusione della nota contiene un ulteriore attacco all’assessore De Luca. Secondo l’opposizione, dopo due anni di governo la maggioranza avrebbe ottenuto risultati inesistenti e starebbe cercando di mettere il proprio nome sul lavoro svolto dalla precedente amministrazione. La minoranza sostiene infine che la propaganda non possa modificare i fatti né sostituire i risultati politici e amministrativi.